Ottobre 8th 2011

Caffè e sigarette contro il punteruolo

Ringrazio chi con tanto “colore” ci trasmette i propri tentativi per tenere lontano il punteruolo con caffè, fiamme eccetera. A qualcuno ho consigliato di lasciare dei soldi per invitare l’insetto a cibarsi in supemercato…e non sulla pianta!
Il problema in effetti è che i sistemi di lotta, quando l’attacco è in fase avanzata, danno basse percentuali di riuscita e che la profilassi è costosa perchè costringe a continui trattamenti, ma ciò non vuol dire che non funzioni ! Una elevata soglia di attenzione è il miglior sistema per preservare le piante, sperando che la natura trovi al più presto un sistema biologico.

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Luglio 20th 2011

NOLEGGIO APPARECCHI PER IL RAFFRESCAMENTO

 

ventilatore mistingIl misting è quella soluzione tecnica che permette di abbassare le temperature degli spazi non confinati o addirittura soleggiati. Ciò è reso possibile da un fenomeno fisico che si basa sulla sottrazione di calore dall’ambiente per facilitare l’evaporazione. In natura, si sa, l’energia non si crea e non si distrugge, ma ha la caratteristica di trasformarsi continuamente. Con il sistema che utilizziamo, costringiamo l’ambiente circostante ad utilizzare una cospicua quantità di energia per far passare l’acqua dallo stato liquido a quello gassoso; in pratica avviene che l’acqua pressurizzata a 70 atmosfere fuoriesce da particolari ugelli ed aumenta notevolmente la sua superficie, l’irraggiamento solare e la ventilazione presenti fanno evaporare rapidamente le microscopiche goccioline prodotte e si ottiene così un evidente raffrescamento di tutto l’ambiente.

Per creare queste condizioni sono necessarie piccole quantità di acqua (un rubinetto od un serbatoio), una pompa ad alta pressione, una tubazione dotata di ugelli parventilatore nebulizzatoreticolari ed eventualmente di qualche ventilatore che soffia sulla nebbia prodotta. Non bisogna però pensare che il sistema possa in qualche modo bagnare le persone sottoposte: la dimensione delle goccioline e la velocità del fenomeno fisico sono tali da generare velocemente un gradevole effetto al quale spesso tutti cercano di sottoporsi . E’ facile infatti vedere che ad un primo momento di curiosità fa subito seguito un “flusso migratorio” di persone verso le zone investite dalla piacevole nebbia, che però è destinata a durare solo qualche metro, o se vogliamo, qualche secondo.

Questi impianti, nella loro forma più spiccia, consistono in ventilatori dotati di serbatoio, dove la nebbia fuoriesce da una corona di nebulizzatori posti davanti alle pale. In questo caso semplificato è necessario disporre di una semplice presa di corrente e di qualche decina di litri d’acqua. Ogni ventilatore copre una zona di 40-50 mq e distribuisce il suo flusso di nebbia in tutte le direzioni con un movimento raffrescamentorotatorio. Non bisogna però pensare che per avvertire la sensazione di freschezza sia indispensabile essere investiti direttamente dal flusso di aria prodotto dagli apparecchi, in quanto il beneficio è avvertibile anche a diversi metri di distanza per i moti convettivi che si vanno a generare, non è difficile infatti che a volte si tende a spegnere anzitempo il sistema perché si avverte una piacevole brezzolina…senza accorgersi che il venticello è una conseguenza del funzionamento dello stesso.

Le zone tipiche di utilizzo sono quelle esterne dei bar, ristoranti, piscine, terrazzi, ed in tutti i luoghi dove il pubblico preferisce non confinarsi al chiuso, ma parliamo anche di teatri all’aperto, spalti di impianti sportivi e soprattutto di siti dove esistano problemi … olfattivi. La nebbia, infatti, ha la capacità di legarsi alle microscopiche particelle degli odori indesiderati ed anche alle polveri e di farli abbattere al suolo, per cui questi impianti sono utilizzati anche per siti come stalle platee polverulente. E’possibile inoltre odorizzare con fragranze e sanificanti il serbatoio d’acqua del venti nebulizzatore per ottenere il non secondario effetto.

Il noleggio di un’apparecchiatura misting  ha un costo che va da 80 €/gg. per un ventilatore compatto, fino a 1000 € circa per un sistema a nebulizzatori fissi completo di struttura portante. Chiaramente i costi di un noleggio dipendono dal tipo di impianto richiesto, dalla durata dello stesso e dai costi di trasporto.

Ponzo 338.7538421

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Giugno 25th 2011

VENTILATORE NEBULIZZATORE

La Soluzione per il Raffreddamento degli spazi Esterni

Open Cool offre un servizio di noleggio di apparecchiature per il raffreddamento con nebbia. I nostri ventilatori nebulizzanti abbassano la temperatura fino a 12° all’aperto senza però bagnare le persone. Gli ospiti ricorderanno l’evento e non il calore patito. Con i nostri sistemi si può sostare negli spazi soleggiati …STANDO AL FRESCO !!! Ciò è possibile perché vaporizziamo molta acqua sottraendo il calore nell’ambiente circostante. In pratica ogni volta che l’acqua evapora ha bisogno di una certa quantità di energia, i nostri sistemi producono delle particelle di dimensioni microscopiche che subito evaporano e la quantità di energia necessaria al fenomeno fisico è ventilatore mistingsottratta sotto forma di calore dall’aria circostante.

Tutto questo avviene senza però bagnare persone e cose, perché il passaggio di stato è molto veloce.

Esistono sistemi che “spruzzano” l’acqua sulle pale dei ventilatori, ma data la dimensione elevata delle gocce l’acqua, è più difficile che producano un raffreddamento perchè le particelle rimangono allo stato liquido. La differenza sostanziale con i sistemi approssimativi consiste che con le nostre apparecchiature l’acqua è micronizzata da pompe speciali che arrivano a circa 70 atmosfere di pressione. Le singole particelle prodotte sono piccolissime ed offrono una superficie evaporante enorme, esse hanno dimensioni di pochi micron e sotto il sole vaporizzano già molto velocemente, ma se le sottoponiamo ad una corrente d’aria, il passaggio allo stato aeriforme avviene in tempi brevissimi migliorandone la resa in termini di abbassamento della temparatura. La ventilazione in questo modo permette di raffrescare anche nelle ore serali quando si attenua l’insolazione e quando l’evaporazione tende a diminuire.

Un rimedio unico per le temperature Elevate

Gli impianti di condizionamento sono utilizzabili solo negli spazi chiusi anche perché si basano sulla deumidificazione; se si aprono porte e finestre si vanifica gran parte dell’effetto rinfrescante perchè arrivano nuova aria da trattare, per giunta calda ed umida. Per questa ragione quindi all’aperto non sono utilizzabili i condizionatori tradizionali. Con i Fan-cooling possiamo ottenere l’effetto rinfrescnebbia piscinaante che altrimenti non sarebbe realizzabile, l’aria si raffresca specialmente quando esistano basse condizioni di umidità relativa, ma la sensazione di freschezza che si avverte è comunque costante al punto che le persone tendono a mettersi addirittura nel campo di azione del flusso d’aria; a ns. avviso ciò non è necessario in quanto si confonde la temperatura dell’acqua vaporizzata con beneficio che la sua evaporazione crea, ovvero la sensazione è solo istantanea e non effettiva ed è possibile bagnarsi. Quando i nostri condizionatori da esterno sono in funzione, si avverte in un’area di 50 metri un benessere diffuso anche dovuto alle correnti d’aria indotte, spesso accade infatti che si è portati a spegnere le macchine “perché si sta raffrescando l’aria”, ma sono sufficienti pochi minuti per rendersi conto della realtà e del fatto che il fresco è indotto solo dall’apparecchio. Nel campo di azione dei venti-nebulizzatori gli insetti si allontanano ed inoltre c’è la possibilità di tenerli definitivamente a distanza irrorando sostanze profumate o sanificanti, inoltre si rileva un vantaggio non trascurabile dovuto all’abbattimento di odori e pollini dovuti all’adesione delle particelle volatili indesiderate alle microscopiche gocce d’acqua.

COME E’ FATTO UN VENTILATORE NEBULIZZANTE (fan-cooling)

Un apparecchio è composto essenzialmente da un serbatoio posto alla base di una piantana che porta a circa 2 metri di altezza un ventilatore di 60 cm. di diametro. Il serbatoio può contenere 40 lt. di acqua sufficienti a 4-5 ore di funzionamento ed alimenta una pompa ad alta pressione dotata di un speciale inverter. L’acqua pressurizzata fuoriesce tramite 4-5 nebulizzatori posti su una corona circolare davanti alle pale del ventilatore. La nebbiolina è appena visibile fino ad una distanza di 2 – 3 metri e si distribuisce omogeneamente nell’ambiente perché il ventilatore brandeggia con un angolo di 90 gradi. E’ possibile regolare la quantità di nebbia come anche la velocità del ventilatore e la sua inclinazione per poter personalizzare il funzionamento secondo le specifiche esigenze. L’apparecchio è molto silenzioso e consente al pubblico di non essere disturbato nelle sue conversazioni. Per il funzionamento è sufficiente una semplice presa di corrente a 220 V. e la disponibilità di poca acqua. Ha un consumo di circa 400 W orari ed è facilmente spostabile, in quanto dotato di ruote.misting ventilatore nebbia gazebo

QUALI SONO I NOSTRI PRINCIPALI CLIENTI ED UTILIZZATORI

· chiunque voglia passare dei piacevoli minuti su un terrazzo o in un giardino senza patire per il caldo

· organizzatori di eventi (catering, manifestazioni culturali)

· cinema e teatri all’aperto

· spiagge, piscine, solarium

· spalti di manifestazioni all’aperto

· alberghi, bar, ristoranti, pizzerie

· stalle, ippodromi,

· enoteche, falegnamerie, sartorie industriali, cantinecondizionamento esterni

· eventi sportivi (corse podistiche, beach volley, tennis)

· organizzatori manifestazioni culturali e politiche

· esercizi all’aperto (gommisti, rivendita auto)

· capannoni, lavanderie industriali, impianti di stoccaggio

· cave e materiali di costruzione, isole ecologiche

· cantieri stradali, asfaltisti

 

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Aprile 1st 2011

PALME MALATE

Cosa è possibile fare per preservare il patrimonio arboreo di Phoenix Canariensis?

Il rhynchoforus ferugineus detto punteruolo rosso delle palme sta falcidiando migliaia di esemplari senza dar segno di preferenza in funzione del sesso, dell’età o dei lavori di manutenzione. L’unica costante era rappresentata dal fatto che erano colpite quasi esclusivamente le palme delle Canarie (phoenix canariensis). Oggi neanche questa certezza esiste in quanto sono stati attaccati in Campania anche esemplari di washingtonia ed arecastrum, segno evidente che si stia specializzando qualche famiglia di insetti anche nel colpire piante meno “gradevoli” alla commestione ovvero caratterizzati da tessuti più secchi e non appetibili. Del resto, discorrendo con qualche persona dello Sri LanKa, questi ci spiegava che il famelico insetto in quelle latitudini gradisce non poco gli esemplari di cocos dove li ha addirittura decimati in pochi anni. E’ necessario non abbassare la guardia in attesa che la natura ed i suoi equilibri ci diano un aiuto; siamo in attesa che si sviluppi qualche insetto antagonista o qualche patologia specifica che possa ridurre considerevolmente la popolazione parassitica esistente, se ciò avvenisse si potrebe interrompere la “catena biologica” e dare tempo alla specie vegetale di aumentare le proprie difese globali. E’ difficile pensare che il paesaggio Italiano possa essere privato dell’eleganza di una forma così bella  e che possa in qualche modo impoverirsi la biodiversità specifica.

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Marzo 31st 2011

RAFFRESCAMENTO DELLE STALLE E DEGLI AMBIENTI PER ANIMALI

clip_image002La produzione in carne degli animali all’ingrasso risente in maniera esponenziale dei problemi legati alla temperatura: se d’inverno infatti le temperature scendono in maniera sensibile, gli animali tendono a bruciare grassi e sostanze di riserva precedentemente prodotti; d’estate, invece, le alte temperature li rendono svogliati nell’alimentazione con ripercussioni evidenti nelle rese proteiche. In una sperimentazione condotta in una stalla da 300 capi bovini, si sono utilizzati ventilatori nebulizzanti per l’abbassamento della temperatura; gli animali, prima diffidenti per l’insolita novità si sono via via abituati e gradatamente avvicinati nel campo di azione degli apparecchi alla ricerca presumibile di una  maggiore sensazione di benessere. Lo stesso fenomeno si è verificato in una stalla bufalina dove si è posizionato un impianto misting a ridosso delle rastrelliere dell’alimentazione, ma  solo parzialmente: dopo una settimana è stato necessario incrementare il numero dei nebulizzatori in quanto gli animali creavano ingorghi alimentandosi solo a ridosso  delle zone rinfrescate. L’abbassamento di temperatura si ottiene nei ricoveri coperti solo unendo la micronebulizzazione ad un aumento della ventilazione, in quanto il grado di umidità mediamente presente non favorisce la migliore evaporazione ed è quindi necessario forzare il processo adiabatico, ma la sola diminuizione della temperatura non giustifica da sola la valenza dell’impianto misting, infatti le microparticelle di acqua riescono anche ad abbattere odori ed esalazioni migliorando notevolmente l’abitabilità del ricovero animale.

Avicoltura:

riduzione della mortalità da caldo ed asfissia

incremento di peso a fine ciclo

disinfezione automatizzata degli ambienti

non bagna le lettiere, mantenendo elevati standard igienici

 

Maneggi:

riduzione stress da calore

riduzione presenza di insetti molesti

riduzione  insorgenza delle tendiniti

 

Bovini:

riduzione dello stress da caldo

aumento della produzione di latte

incremento del peso dei vitelli

riduzione degli insetti

 

Suini:

Non bagna l’animale

incremento quantità di alimenti/peso

disinfezione automatica

abbattimento degli odori

diminuizione dei ristagni batterici

 

IL MISTING: perchè raffresca?

L’acqua per evaporare ha bisogno di calore che sottrae all’ambiente. Questo sistema funziona in natura da sempre: quando siamo accaldati sudiamo: grazie all’evaporazione del sudore riusciamo a regolare la temperatura corporea. Ecco perchè vicino alle cascate sentiamo l’aria più fresca, grazie all’acqua nebulizzata che evapora.

IL MISTING: perchè non bagna?

Grazie alle pompe ed agli ugelli brevettati, l’acqua viene ridotta in finissime goccie del diametro di 0,001 millimetri.

In questo modo il processo evaporativo è velocissimo e ciò avviene prima che l’acqua cada al suolo.

IL MISTING: perchè conviene?

Ipotizziamo di utilizzare acqua dall’acquedotto, pagandola 2 €/mc., per raffrescare un’area di 100 mq.:

- acqua: 0,002 €/ora

- corrente: 0,01 €/ora

Totale 0,012 €/ora per un’area di 100 mq.

Ecco perchè il sistema MGF è stato premiato con il “NEXT ENERGY AWARD” .

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Febbraio 28th 2011

Guida ai sistemi per la difesa contro il Punteruolo Rosso delle palme

A circa 6 anni dal primo avvistamento in Italia del famelico insetto, bisogna riconoscere che non esistono al momento sistemi “sicuri” per il trattamento, ma che una particolare attenzione volta alla profilassi riesca sempre a dare risultati degni di nota a chi ha la possibilità di praticarla . Anche se la lotta non si può definire “certa”, è comunque necessario ritardare il più possibile e con tutti i mezzi quella che sembra presentarsi come una vera e propria “peste delle palme”, bisogna farlo in attesa che la sperimentazione dia frutti tangibili o che la natura trovi come sempre il rimedio , magari con un antagonista biologico.
Con la presente trattazione si fa il punto delle conoscenze acquisite con diversi anni di impegno; chiaramente essa non vuole che rappresentare un punto di riferimento od un insieme di suggerimenti per chi tenta di dare il proprio contributo alla soluzione di un problema che interessa tutti.

Lotta Chimica
Bisogna rilevare che gli antiparassitari a cui è sensibile il fitofago sono diversi, anche se quelli suggeriti dai disciplinari sono in numero alquanto ristretto per ovvie ragioni di opportunità ecologiche e sanitarie; ci riferiamo a:
IMIDACLOPRID + CIFLUTRIN (KOHINOR PLUS PAL ®)
CLORPIRIFOS METILE (RELDAN 22 ®)
CLOTHIANIDIN (DANTOP 50 WG ®)
ABAMECTINA (VERTIMEC EC ®)
DELTAMETRINA (METEOR ®)
abbiamo notizie di terapie degne di nota effettuate con Oxamil (Vydate ®) e Thiamethoxam (Actara ® ed una evidente sensibilità nei confronti di numerosi presìdi di prima classe e non, come methomyl (Lannate ®) e azadiractina (Neemazal ®), ma la tossicità di alcuni di essi chiaramente ne limita al lumicino l’utilizzazione. Va però evidenziato che, quando il sistema di utilizzo degli stessi è endoterapico, la deriva ed i rischi di inquinamento si riducono notevolmente e che quando è in atto una “guerra” è necessario combattere con tutte le armi di cui si dispone, in attesa di cure più precise e mirate.
Si segnala che l’imidaclorpid, il clorpirifos, ed il clothianidin vengono impiegati sia per l’irrorazione della chioma (inserzione delle foglie) che per assorbimento radicale. Abamectina, clorpirifos,azadiractina ed oxamyl preferibilmente con sistema endoterapico.
Sistemi di distribuzione:
Irrigazione radicale: consiste nel diluire il principio attivo secondo le indicazioni del produttore e con quantitativi d’acqua comunque non inferiori ai 50-100 lt. ed imbibire tramite l’innaffiamento una corona circolare posta a circa 2-3 metri dal centro della pianta. La parte assorbente delle radici si trova, infatti, all’estremità del pacco radicale che in una pianta di diversi metri di altezza ha un diametro di circa 3-4 metri. Bisogna porre attenzione al grado di tossicità del presidio utilizzato per evitare che la parte non assorbita dalla pianta possa inquinare le falde nel caso di utilizzo di sostanze particolarmente impattanti o pericolose; l’ideale è distribuirle con un sistema a lenta cessione (tipo goccia) in modo da assicurare che tutto il liquido sarà assorbito dalla pianta. Il prodotto più efficace utilizzato per l’assorbimento radicale è indubbiamente l’imidaclrorpid (confidor ®, ko-i-noor ® ecc.)
Endoterapia: si basa sull’inoculo dei principi attivi mediante fori praticati sul fusto della pianta. Può essere effettuata ad una pressione di circa 2 bar come anche con semplici sacchetti sospesi qualche metro più in alto del punto di inoculo, va però evidenziato che in particolari condizioni la pianta non “tira” con facilità il liquido, perchè possiede una pressione interna della soluzione circolante superiore oppure perchè i vasi interessati all’inoculo si imbibiscono con lentezza e con la stessa lentezza richiamano nuovi liquidi; tutto ciò costringe l’operatore ad attese estenuanti. In particolare si praticano dai 3 ai 6 fori di 9 mm. di diametro per una lunghezza di 30 cm. con direzione obliqua dall’alto verso il basso, si innestano degli aghi in ottone con l’anima forata e si inietta la soluzione medicinale collegando il serbatoio della stessa con capillari e giunti speciali. E’ chiaro che potendo effettuare le iniezioni a pochi centimetri dalla chioma si ha la sicurezza che l’antiparassitario possa giungere con più celerità a bersaglio, ma bisogna rilevare che spesso il problema del trattamento alle palme consiste nell’altezza della stesse, per cui si è costretti ad operare stando alla sua base per non sostenere spese troppo elevate. Recenti studi effettuati, stabiliscono che il medicinale iniettato con l’endoterapia ha una persistenza di diversi mesi, ma che il suo effetto diminuisca sensibilmente al termine di una intera stagione. Per l’esperienza acquisita riteniamo che il sistema endoterapico sia quello che nel miglior modo riesce nell’ intento larvicida, per cui andrebbe suggerito all’inizio di ogni programma di cura.
Irrorazione fogliare:
si pratica in effetti non sulla foglia intera, ma a livello della sua inserzione, in quanto la larva (ovvero lo stadio che produce il danno maggiore), si nutre preferendo i tessuti teneri in via di formazione, per la maggior parte costituiti dalle bozze rigenerative. Il danno si può definire irreversibile quando sia stato perpetrato a spese di tutto il meristema esistente.
Quando una palma ha un’altezza fino a 4 metri, non è difficile effettuare la profilassi da parte di chiunque possegga un irroratore tipo a bottiglia o a zaino dotato di getto “lineare”. Il getto va rivolto al centro della chioma trovando fra il fogliame esistente un varco oppure lanciando il prodotto contro la parte bassa di una foglia verticale: il liquido utilizzerà la nervatura centrale come una strada per arrivare alla base sia della stessa che delle altre foglie limitrofe. La citotropicità dell’antiparassitario e d il suo augurabile sistemismo faranno il resto. Circa i quantitativi di principio attivo da utilizzare per pianta, riteniamo che 60-90 ml di prodotto non possano essere diluiti con meno di 10-20 lt. di acqua per non urticare tessuti particolarmente teneri, ma che quantitativi più abbondanti di acqua possano permettere l’eventuale maggiore penetrazione del prodotto fino alla imbibizione di strati infestati da larve ed adulti. Come precedentemente accennato, uno dei maggiori problemi dei trattamenti alle palme è costituito dall’altezza delle stesse e della difficoltà nell’effettuare i trattamenti in quota; tantissimi esemplari superano i 10 metri e non è difficile trovarne alcuni di altezza anche doppia. Vale allora la pena di fare alcune considerazioni su un esemplare altissimo: per poter effettuare un intervento in quota saremmo costretti ogni mese a noleggiare una piattaforma aerea oltre che naturalmente servirci di un operatore specializzato e la spesa difficilmente sarebbe inferiore ai 500 €. Spedire un liquido a 20 mt. di altezza richiede una pressione di 2 atmosfere; gli operatori specializzati dispongono di motopompe capaci di oltre 20 bar, ma non è necessario utilizzare potenti e costose attrezzature: basta quasi sempre un semplice atomizzatore a bottiglia o a zaino per ottenere la pressione sufficiente. L’importante è evitare che il getto indirizzato a troppa distanza dal bersaglio si allarghi di traiettoria ed irrori indiscriminatamente tutto, compreso ciò che non si desidera. Si possono utilizzare allora due sistemi: una tubazione dorsale fissa o una tubazione cosiddetta “portata”.
La prima consiste in un tubo di polietilene di 16 mm. alla cui sommità è collegata una tubazione modellabile (multistrato in alluminio); collegando alla base dello stesso una pompa manuale (od una a scoppio nel caso se ne disponga), sarà questione di qualche minuto spedire il medicinale sul bersaglio voluto; è ovvio che per il posizionamento iniziale sarà necessario utilizzare un mezzo di sollevamento, ma esso sarà chiaramente limitato alle prime volte od all’eventuale correzione del getto negli anni a venire.
La seconda sfrutta sempre la pressione generata da una pompa, ma la tubazione leggermente più piccola e leggera è portata in quota ad ogni trattamento mediante un’asta telescopica. All’ estremità della tubazione è istallata una cannula dotata di getto lineare in modo da poter spruzzare il liquido anche stando ad una distanza di tre metri od oltre. Per questo metodo bisogna operare stando in due e preferibilmente con un gruppo pompante leggermente più forte. Il limite è rappresentato dal peso della lancia che tende a far ondeggiare l’asse durante l’irrorazione. Esistono in commercio canne telescopiche in resina che pesano pochi chili ed arrivano fino a 10-13 metri di altezza ed aste di alluminio di pari grandezza, ma di costo più elevato.
Con questi sistemi è possibile ridurre i costi di una profilassi programmata, l’irrorazione va fatta con un intervallo non superiore al mese e comunque ogni volta si noti un attacco fogliare, ovvero si veda “penzolare” innaturalmente una foglia ancora verde.
Nel caso di un attacco evidente, è necessario portarsi all’altezza della chioma, effettuare una energica potatura preservando se possibile qualche foglia emergente ancora sana, irrorare abbondantemente il talamo fogliare con un antiparassitario specifico e,se possibile, effettuare una endoterapia. In questo modo, se il danno non interessa la totalità dei meristemi fogliari, si potrà spingere una nuova emergenza con una concimazione e rivedere presto una beneaugurante formazione fogliare.
Ponzo Umberto Graden Studio Napoli 338.7538421

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Febbraio 28th 2011

Il problema del punteruolo rosso

NOTE DESCRITTIVE
Biologia
Adulto
Lungo fra i 19 ed i 45 mm, presenta una livrea di colore rosso-brunastro, con macchioline nere nella parte superiore del torace. Possiede un lungo rostro ricurvo, che nel maschio è più accentuato e ricoperto da una fitta peluria brunastra, alla sua base sono inserite le antenne. La larghezza del corpo varia fra gli 11,5 e i 15,5 mm, le elitre presentano una fine striatura e sono di colore più scuro rispetto al pronoto. Lo scutello è lungo circa un quarto delle elitre, piuttosto ampio.
Uova
Sono sottili, oblunghe, di colore bianco crema, lunghe in media 2.62 x 1.12 mm, la femmina ne depone un numero variabile fra qualche decina e molte centinaia.
Larva
Le larve sono lunghe 35-50 mm, di colore biancastro con il capo marrone, l’apparato boccale masticatore è ben sviluppato e fortemente chitinizzato mentre il corpo bianco, composto da 13 segmenti, non è dotato di zampe.
Pupa
La pupa misura in media 35 mm x 15 mm, ed è inizialmente di color bianco crema e quindi marrone negli stadi più avanzati.
         Larva                                                  Bozzolo
       
  Pupa                                                   Esemplare adulto
 

Gli adulti di Rhynchophorus ferrugineus sono attivi sia di giorno che di notte. Sono abili volatori, in grado di raggiungere nuovi ospiti nel raggio di 3 km.

La oviposizione avviene solitamente in corrispondenza delle porzioni più giovani e tenere della pianta o in ferite del tronco o del rachide fogliare. Una femmina può deporre sino a 200 uova per volta.

Dopo la schiusa le larve si dirigono verso l’interno della pianta, scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio e danneggiando soprattutto la zona del tronco immediatamente sottostante alla corona fogliare. Il periodo larvale dura in media 55 giorni.

Le larve si impupano in genere alla base della pianta, formando dei bozzoli ovali di fibre di palma all’esterno del tronco. Dopo l’emergenza dalla pupa gli adulti rimangono all’interno di tali bozzoli per 4-17 giorni (media 8 giorni), raggiungendo la maturità sessuale.

Il ciclo vitale completo, dall’uovo allo sfarfallamento, dura in media 82 giorni. Gli adulti hanno una durata di vita di circa 2-3 mesi.

È stato stimato che, in assenza di fattori limitanti, una singola coppia di Rhynchophorus ferrugineus possa dare vita, nell’arco di 4 generazioni, a circa 53 milioni di esemplari.

Sintomi della infestazione

La infestazione può essere a lungo asintomatica e manifestarsi solo in una fase avanzata.
I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato “ad ombrello aperto”. Nei casi più gravi si arriva alla perdita completa delle foglie, per cedimento del
rachide fogliare, per cui la pianta appare come “capitozzata”.
Nello stadio terminale della infestazione si produce un vero e proprio “collasso” della pianta: solo a questo punto le colonie di curculionidi abbandonano la pianta attaccata migrando su un nuovo esemplare.
Metodi di lotta e prevenzione.
Il controllo del Rhynchophorus ferrugineus è problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori che favoriscono il fitofago. Gli adulti si muovono con facilità e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo i focolai d’infestazione.
I trattamenti chimici curativi richiedono l’impiego di insetticidi sistemici e una diagnosi precoce dell’infestazione; trattamenti curativi tardivi, oltre ad essere inutili per risolvere l’attacco nella pianta infestata, sono anche di scarsa efficacia. I trattamenti chimici preventivi possono avere una loro efficacia come barriera chimica, tuttavia presuppongono l’impiego di prodotti attivi per contatto, dotati anche di una certa tossicità, e la copertura di tutta la pianta con l’irrorazione. Il trattamento di esemplari di grandi dimensioni, che espone al rischio di fenomeni di deriva, e l’intervento in aree urbane pongono inoltre vincoli nella scelta del principio attivo subordinando l’efficacia alla tutela della salute pubblica.
Questi sono i prodotti autorizzati dal disciplinare specifico, val la pena di precisare che comunque l’insetto è sensibile  ad una schiera maggiore di principi attivi, ma che non sono però utilizzabili per evidenti problemi ecologici.

KOHINOR PLUS PAL MAGAN ITALIA IMIDACLOPRID + CIFLUTRIN   
RELDAN 22 DOW AGROSC. CLORPIRIFOS METILE  
DANTOP 50 WG SUMITOMO ISAGRO CLOTHIANIDIN  
VERTIMEC EC SYNGENTA CROP P. ABAMECTINA  
METEOR DIACHEM DELTAMETRINA  

L’impiego di antagonisti naturali è ancora in fase di studio e al momento non ci sono ancora prospettive di applicazione significative: gli Artropodi ausiliari si sono finora rivelati insufficienti a contenere la dinamica della popolazione. Migliori prospettive sono offerte dall’impiego degli entomopatogeni, in particolare Virus agenti della poliedrosi citoplasmatica e Nematodi. L’efficacia di questi ultimi, almeno in ambito sperimentale, sarebbe stata messa in evidenza da ricerche condotte in Spagna nell’impiego sia preventivo sia curativo: la liberazione di adulti su piante preventivamente trattate con Nematodi ha prodotto una mortalità del 100%; sembra inoltre che i Nematodi siano in grado di penetrare nelle gallerie e raggiungere le larve, permettendo perciò un intervento anche in sede curativa.
L’impiego delle trappole, largamente sperimentato in diverse regioni dell’Asia, del Medio Oriente e in Spagna, ha messo in evidenza l’utilità accessoria sia nel mass trapping sia nel monitoraggio della popolazione di adulti. Le indicazioni riportate in letteratura sul grado di efficacia sono discordanti, tuttavia mettono in evidenza una maggiore efficacia dell’uso di attrattivi combinati (feromone e attrattivi alimentari a base di zucchero) e l’importanza della disposizione delle trappole in relazione all’altezza. Sulla base dei risultati finora conseguiti è presumibile che la tecnologia debba essere ancora raffinata per migliorare ulteriormente le prospettive di successo.
Scarsi risultati hanno finora prodotto le ricerche in merito alla possibilità di sfruttamento della tecnica del maschio sterile.
Interessanti sono le prospettive di adozione di tecniche di lotta integrata, sulla base dei risultati di prove condotte in Medio Oriente. In generale la lotta integrata presuppone l’adozione di tecniche combinate che agiscono a vari livelli: monitoraggio della popolazione, ricorso al mass trapping, esame delle palme ai fini di una diagnosi precoce, misure di profilassi che consistono nell’eliminazione dei possibili siti di riproduzione, nella bonifica dei possibili focolai d’infestazione (es. giardini e palmizi abbandonati), mantenimento delle piante in buono stato fitosanitario, ricorso ai trattamenti chimici preventivi e curativi, ricorso a regolamenti che impongono misure fitosanitarie, educazione e divulgazione. L’adozione di tecniche combinate ha permesso di ottenere anche un successo nell’eradicazione (Israele), sia pure in un contesto locale e circoscritto. La letteratura cita anche la possibilità di sviluppo di metodi di diagnosi precoce più o meno singolari, come l’impiego dei cani o il rilevamento del tasso di traspirazione, che nelle palme infestate s’intensifica.
In ambienti di recente introduzione, come in Italia, è di fondamentale importanza la profilassi al fine di evitare l’espansione del fitofago, intervenendo precocemente sui focolai d’infestazione. In proposito, sulla base delle difficoltà oggettive di diagnosticare precocemente gli attacchi e d’intervenire con interventi curativi, si rivelano di particolare importanza le seguenti azioni:

  • il monitoraggio da parte degli Osservatori fitosanitari;
  • il mantenimento delle palme in buone condizioni nutrizionali e fitosanitarie, in quanto la suscettibilità agli attacchi da parte degli insetti xilofagi aumenta nelle piante in condizioni di stress o comunque indebolite;
  • l’adozione di tecniche di potatura e cure che riducano i possibili siti di penetrazione dell’insetto;
  • la distruzione dei focolai d’infestazione, rappresentati da palme attaccate, adottando accorgimenti finalizzati ad impedire lo sfarfallamento degli adulti (rimozione delle palme, allestimento di barriere fisiche di contenimento, distruzione con la trinciatura e con la bruciatura in tempi brevissimi).

Vanno inoltre segnalati sistemi di intervento che si affacciano alla ribalta con risultati non sempre evidenti.
Sistema a microonde:
si utilizza un’apparecchiatura costituita da due ganasce che portano diversi generatori di microonde. Il calore prodotto elimina la quasi totalità degli insetti senza però danneggiare la pianta. Un solo intervento ha un costo di diverse centinaia di euro ed è condizionato dalla possibilità di accesso di una macchina di grandi dimensioni, inoltre i risultati, per quanto brillanti, non sono comunque definitivi e possono essere ottenuti con un dispendio economico più accessibile, con sistemi alternativi.
Sistema ad energie sottili:
si basa  sul fatto che una pianta in buone condizioni energetiche sia più difficilmente attaccabile dall’insetto. Mediante tecniche radioniche ovvero con il condizionamento della cariche elettromagnetiche di segno uguale, si “energizza” la pianta rendendola meno vulnerabile all’insetto ed in generale a tutte le patologie . La tecnica sta dando risultati interessanti, ma la sperimentazione  è in atto da pochi mesi ed è effettuata  su un target ancora troppo limitato per poterlo definire di una certa affidabilità, inoltre ha una valenza esclusivamente profilattica e non curativa.
 
Metodi per l’applicazione dei prodotti chimici:
Irrorazione:
si pratica bagnando i punti di inserzione del rachide  fogliare utilizzando quantitativi di soluzione non inferiori a 10-15 litri. E’ opinione di alcuni tecnici che aumentando la quantità di solvente (acqua) si migliori la penetrazione dello stesso e quindi la possibilità di trattare uno strato più profondo per arrivare a zone infestate da eventuali forme larvali. Per la distribuzione dell’antiparassitario si utilizzano pompe a pressione manuali e meccaniche; esse devono essere  dotate di lancia a getto lineare per poter limitare problemi dovuti alla deriva e per raggiungere più facilmente altezze di 3-4 mt. senza l’ausilio di scale.
Per raggiungere altezze notevoli (dai 5 ai 10 mt) è possibile applicare la lancia irrorante sulla sommità di una canna telescopica collegandola mediante un tubicino alla pompa. Un irroratore a stantuffo produce una pressione di 2-3 atm. che sono sufficienti alla spinta del liquido finanche ad una ventina di metri. In alternativa è necessario utilizzare una pompa ad alta pressione che ha però il difetto di un getto piuttosto largo oppure il costoso noleggio di una macchina da sollevamento.
Dove è possibile si impianta una tubazione polietilenica sul dorso della pianta che consente l’invio del prodotto in cima stando alla base della stessa.
Endoterapia:
si basa sull’inoculazione di 500 o più ml. all’interno della pianta mediante aghi metallici. La macchina iniettrice funziona con una pressione di 2 atmosfere ed introduce  l’antiparassitario mediante 4 - 6 fori di un centimetro di diametro. Il sistema dovrebbe essere utilizzato nel periodo estivo quando la circolazione della linfa è più attiva e, se possibile, a qualche metro dalla corona fogliare, ma è dimostrato che il trattamento è valido e realizzabile anche con modalità diverse mediante  tempi più lunghi ed accorgimenti particolari. Tale pratica assicura l’eliminazione di individui già presenti ed “all’opera” ed i P.A. utilizzati continuano a dare  protezione per 2-3 mesi ancora.
 

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Ottobre 28th 2010

CURA PALME ATTACCATE DAL PUNTERUOLO ROSSO - DENDROCHIRURGIA A "MAZZA DI TAMBURO"

Fino a qualche tempo fa si riteneva che l’unico mezzo di lotta contro il Rhynchophorus ferrugineus fosse la profilassi continua, ma adesso, alla luce di confortanti risultati, si può incominciare a parlare anche di “cura”. Mi riferisco al trattamento di quegli esemplari la cui infestione non riguarda la totalità dell’apparato fogliare, ovvero ad uno stato di patologia conclamatamente in fase iniziale e quindi non irreversibile.
Allorquando si evidenzi un attacco in atto con qualche foglia reclinata, qualche galleria visibile sui piccioli oppure si notino “insetti rossastri” volare pesantemente nelle zone limitrofe: è il momento di intervenire. Bisogna portarsi sulla chioma con una scala se l’altezza lo consente o con autosollevatore nel caso sia invece troppo alta ed una volta appurata la presenza dell’insetto “al dendron palma 1-1lavoro”, asportare tutte le pupe e le larve esistenti. Per sincerarsi di aver effettuato un lavoro sufficiente è però quasi sempre necessario che la palma sia mondata da foglie malate e spesso bisogna intervenire anche con l’asportazione di quelle ancora sane, ma che impediscono il lavoro per problemi di affollamento e visibilità. Questa seconda ipotesi si riferisce spesso a gradi di attacco di una certa consistenza che, costringendo all’asportazione finale di tutte le corone fogliari, fanno assumere alla pianta residuale una forma molto simile ad “una mazza di tpalma cozzolino curataamburo”;
Una volta asportate parzialmente o totalmente le foglie è il caso di effettuare un trattamento endoterapico se possibile a qualche metro dall’apice della pianta e posizionare un tubicino provvisto di doccetta sullo stesso per continuare la profilassi esterna stando alla base della pianta.
Se sono ancora presenti meristemi rigenerativi integri, esistono buone possibilità che la pianta ricacci qualche emergenza fogliare nel periodo primaverile-estivo. E’ inutile sottolineare che bisognerà proteggere con molta attenzione tale rigenerazione, per cui si dovrà irrorare frequentemente con gli insetticidi previsti dal disciplinare e proteggere con una rete a maglie fitte fino a quando le dimensione delle foglie lo consentiranno.
Con questo sistema sono state salvate già decine di esemplari in tutta Italia e questo dà una carica di fiducia a chi sta operando questa impari battaglia.
Nella foto a lato è possibile vedere una pianta trattata con successo a Pozzuoli (NA) dai tecnici del comune; alcune piante circostanti non hanno avuto medesima fortuna, in quanto attaccate in periodo antecedente alla messa a punto del nuovo sistema di intervento.

Umberto Ponzo

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Ottobre 18th 2010

Quantum Palma, protezione “magnetica” dall’attacco del punteruolo rosso.

Riporto per conoscenza ad eventuali interessati questo sistema di prevenzione messo a punto dalla Freebioenergy di Faenza; esso si basa nell’evitare che l’insetto adulto si avvicini ad una pianta che possiede una certa carica magnetica. La sperimentazione è a buon punto e nei siti campioni (una decina circa) non si sono verificati al momento nuove infestazioni. Per ritenere valida ed universalmente applicabile la tecnica basata sull’impiego delle cosiddette “energie sottili” occorre ancora aspettare qualche mese ed una casistica più numerosa relativa alle prove sul campo. Per questa ragione la Freebioenergy sta moltiplicando il numero dei siti di sperimentazione in  collaborazione con i tecnici impegnati in questa lotta (come lo scrivente) che ne seguono passo-passo gli sviluppi.

Il costo della sperimentazione è limitato alle sole spese vive sostenute dai tecnici in quanto il dispositivo proposto funziona senza alimentazione elettrica e con un raggio di azione di ben 60 mt. Siccome esso non può definirsi un sistema di lotta in quanto agisce sulla difesa energetica della pianta e non sulla “eliminazione del parassita”  eventuali soggetti  vegetali che dovessero essere già attaccati e/o compromessi al momento di inizio della  tecnica potrebbero non beneficiare dello stesso; riteniamo quindi utile far precedere al sistema definibile come “deterrente” una fase di “cura” anche chimica rivolta  agli eventuali parassiti nascosti con l’uso di quei metodi che hanno fino adesso dato confortanti quando non addirittura “certi” risultati come l’endoterapia e l’irrorazione della chioma.

punteruolo-rosso LA SOLUZIONE AL PROBLEMA: il Quantum Palma

Considerata la gravità della situazione, sia a livello nazionale che in tutti i Paesi dove è diffusa la coltivazione di piante aracaceae da ornamento e da dattero, abbiamo coinvolto nella ricerca uno staff di tecnici esperti in Agronomia, Biologia, radiestesia e radionica, per trovare una soluzione che, nel pieno rispetto dell’etica, rispondesse ai seguenti requisiti:

  • Soluzione completamente bioecologica, senza uso di chimica e veleni tossici.
  • Tutela della salute dei cittadini e dei consumatori dei frutti della palma.
  • Soluzione del problema nel rispetto di ogni forma di vita, anche quella del parassita.
  • Durata del sistema di almeno due anni.

LO STUDIO DEGLI ESPERTI
La nostra ricerca ha scoperto che, generalmente, sia le piante aracaceae che sono in buona salute sia il Rhynchophorus Ferrugineus, emanano frequenze magnetiche di segno plus (+). Nel magnetismo, come ben noto, due poli dello stesso segno si respingono. In questa situazione il parassita non infesta la palma e ne resta anzi distante, perché respinto. La palma che invece si indebolisce, oltre ad aumentare in modo anomalo la temperatura apicale (dai due gradi di differenza che si riscontrano solitamente con la parte mediana del tronco si arriva anche a cinque‐otto gradi), tende a cambiare polarità portandosi verso il segno minus (‐), attirando in questo modo il parassita. Due segni opposti, infatti, si attirano.
Questo spiega perché l’insetto non passa necessariamente da una pianta a quella vicina ma capita che migri su altri esemplari, distanti anche centinaia di metri da quello precedentemente infestato.

LA REALIZZAZIONE DEL DISPOSITIVO QUANTUM PALMA

Le frequenze trovate sono state precaricate nel dispositivo e sono mirate ad irrobustire la pianta, mantenendola ad elevato segnoplus (+).

Lo studio ha portato alla realizzazione di un dispositivo, il Quantum Palma che, operando a livello frequenziale su un piano di energie sottili magnetiche e in fisica quantistica, è in grado di mantenere la giusta polarità magnetica della pianta, impedendo così al parassita di avvicinarla per infestarla. Tutto questo avviene in un raggio d’azione predeterminato. Il dispositivo, come anche il noto Quantum Acqua, è alimentato solo da energia naturale, definita in geobiologia come radiazioni magnetiche telluriche, non utilizza quindi né alimentazione elettrica né batterie di alcun genere. NON HA NESSUNA CONTROINDICAZIONE per gli esseri viventi, compreso lo stesso Punteruolo Rosso.

Quantum Palma provvede a riequilibrare l’ambiente su cui opera, cioè per 60 metri di raggio in ogni direzione, ripolarizza in naturai due antagonisti, integrando anche con frequenze omeopatiche enzimi utili alla crescita della pianta e procurando l’allontanamento del parassita oltre il raggio d’azione.

Ripetiamo che le frequenze impiegate non sono nocive per le piante, gli insetti, le persone e tutti gli animali in genere. E’ la filosofia di base del Progetto Quantum, per la quale ogni frequenza studiata ed emessa dai dispositivi Quantum è in perfetto equilibrio con la natura e rispetta l’ecosistema. Siamo quindi a proporci a Enti Pubblici, Istituzioni, Aziende e Privati che vogliono impegnarsi seriamente nel collaborare, per mettere a punto un protocollo di lavoro e controllo che possa evidenziare i risultati conseguiti nell’impegno di ricerca durato mesi e con la partecipazione di esperti. Freebioenergy è disponibile ad affrontare esperienze comuni e a seguire un modello di percorso indicato sulla base dei risultati. Nel caso il soggetto interessato decida di attivare la fase sperimentale, Freebioenergy mette a disposizione i dispositivi richiesti ad un prezzo particolarmente agevolato, che copre solo i costi di ricerca e produzione. Questa disponibilità rimarrà invariata per un periodo di sei mesi dal 1 Maggio al 31 ottobre 2010.

Per ulteriori informazioni e richieste contattare Umberto Ponzo c/o ponzo@irrigazioneimpianti.com  tel 338.7538421

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Marzo 25th 2010

Sistemi per il trattamento aereo delle palme contro il punteruolo rosso

Trattamento palme Punteruolo Rosso La profilassi contro l’attacco del punteruolo rosso prevede oltre l’endoterapia, soprattutto l’irrorazione della chioma (o più precisamente delle inserzioni fogliari) con appositi presìdi chimici previsti dal disciplinare.

Per trattare piante di altezza fino a 4 metri è possibile utilizzare una semplice pompa irroratrice a zaino o a bottiglia, ma in questo caso bisogna dotarsi di una lancia in rame capace di un getto lineare onde evitare di nebulizzare contaminando bersagli indesiderati, infatti le sostanze chimiche utilizzate, anche se di classe tossicologica lieve, potrebbero comunque generare danni a soggetti particolarmente sensibili o non adeguatamente protetti.

Il trattamento aereo deve essere effettuato con spruzzi di liquido non nebulizzato perché non è necessario investire la totalità dell’apparato fogliare bensì solo la parte più tenera e gli abozzi meristematici il cui attacco da parte del coleottero compromette l’esistenza dell’intera pianta. Quantitativi notevoli di acqua od eventuali precipitazioni meteoriche successive al trattamento possono in qualche caso agire positivamente con l’imbibizione di tessuti vegetali già parassitati, esercitando una rilevante azione di contatto.
N.B.: nel caso ci siano invece danni evidenti ai margini fogliari, può rendersi invece necessaria l’irrorazione totale di tutta la chioma con antifungini, per evitare le relative micopatologie.

Quasi sempre le difficoltà maggiori nei trattamenti aerei contro il punteruolo rosso, riguardano l’irrorazione delle piante la cui altezza notevole impedisce di intervenire da terra o con l’utilizzo continuato di una piattaforma aerea; tali inconvenienti sono superabili applicando solo “una tantum” sul dorso della pianta una tubazione di polietilene dalla cui sommità sarà possibile versare l’antiparassitario dirigendolo esattamente sul bulbo germogliare. Si doterà, quindi, l’apice della tubazione di una doccetta posta su una tubazione in multistrato di alluminio, la cui “modellabilità” permette di direzionarne il getto. Agendo alla base della tubazione, sarà facile proiettare il liquido anche ad altezze superiori a 10 metri utilizzando pompe a bassa pressione (da 2 a 10 bar).

La soluzione del tubo ascellare fisso non va però intesa come definitiva dal punto di vista impiantistico, in quanto la crescita progressiva delle corone fogliari può col tempo deviare il posizionamento iniziale e costringere a successive modifiche.

Quando l’urgenza del trattamento o l’inaccessibilità dei mezzi meccanici non consente un rapido intervento, esistono ancora altre soluzioni più o meno provvisorie. Una di queste è rappresentata dall’utilizzo di tubazioni filettate che portano in cima un ugello a getto lineare (come nello schema); l’altra, invece, che porta una tubazione di 10 mm. al centro della chioma tramite una canna telescopica in vetroresina. (vedi foto)

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Esistono canne telescopiche di pochi chili di peso capaci di arrivare fino a 15 metri di altezza; collegando all’apice delle stesse un tubicino di pochi mm di diametro è possibile arrivare a trattare piante di elevate dimensioni; basterà rivolgere l’estremità del tubicino contro la parte basale di una foglia verticale ed il liquido antiparassitario, scorrendo sulla nervatura della stessa, si dirigerà per gravità verso il cuore della chioma. L’eventuale sistemicità/citotropicità del prodotto utilizzato, consente una ulteriore diffusione nei tessuti vegetali, preservandoli adeguatamente.

Riepilogando, per operare un trattamento “in quota” stando alla base della pianta, è sufficiente disporre di una bottiglia per trattamenti da 10 lt. (oppure di uno zaino o di una motopompa carrellata con serbatoio). All’estremità del tubo di uscita in pressione, la pompa si collegherà alla tubazione mediante un aggancio rapido ad innesto. La tubazione irrorante potrà essere di tipo fisso se staffata permanentemente sul dorso della pianta e di tipo mobile se agganciata all’estremità di un tubo telescopico.

Un trattamento aereo richiede una media di trenta minuti/pianta tra posizionamento e rilascio di medicinale. La quantità di soluzione utilizzabile va da un minimo di 10 litri fino a quantità due o tre volte superiori. La frequenza di intervento non dovrà essere inferiore ai 30 giorni soprattutto nei periodi più caldi.

Gardenstudio Napoli

338.7538421 ponzo@irrigazioneimpianti.com

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