Giugno 24th 2009

VENTILATORE NEBULIZZANTE

 

 

clip_image001[4]Raffreddamento di esterni in:
Bar - Ristoranti - Hotel
Discoteche - Piscine - Giardini

Raffreddamento di interni in:
Capannoni industriali - Allevamenti
Diffusione insetticidi o aromi in:
Giardini - Serre - Garden Center
Locali pubblici e privati

ventilatore trasportabile ad effetto raffrescante.

Grazie al sistema di pressurizzazione interno MOBI-COOL® è in grado di miscelare acqua atomizzata al flusso di aria ventilata creando cosi un effetto rinfrescante in tutta l’area d’azione.

Finalmente estati fresche anche all’aperto e senza installazioni fisse. MOBI-COOL® infatti è un ventilatore speciale, silenzioso, efficace, totalmente autonomo grazie al serbatoio d’acqua interno di grande capacità che garantisce un’autonomia da 3 a 5 ore.
La silenziosità, pari ad un emissione acustica inferiore ai 55 dB, è garantita dal motore elettrico a basso consumo QES, tecnologia studiata per le applicazioni in ambienti che necessitano di basse emissioni acustiche.

Il sistema è una combinazione di ventilazione e nebulizzazione.
MOBICOOL sfrutta il principio del raffreddamento per evaporazione meglio conosciuto come raffrescatore adiabatico. L’acqua, pressurizzata a 70 BAR e distribuita dai tubi brevettati per alta pressione, fuoriesce dagli speciali ugelli come nebbia ultrafine in milioni di goccioline inferiori a 10 micron creando un’ampia cortina di aria fresca attorno all’area specifica. 
La nebulizzazione a contatto con il calore dell’area circostante evapora, rimuovendo il calore indesiderato e riducendo la temperatura anche di 7°-12° a seconda delle condizioni atmosferiche.
MobiCool è un sistema silenzioso dal design moderno ed elegante che si integra al meglio nella maggior parte delle strutture architettoniche. Necessita per il funzionamento solo di una presa della corrente ed il riempimento del serbatoio per assicurare un’autonomia di 5-7 ore di funzionamento.

Realizziamo impianti di raffrescamento con “nebbia asciutta”, siamo dDSCF0320isponibili a studiare forme di fornitura “promozionale” per i ns. prodotti. Il ventilatore di cui all’immagine costa circa 2300 euro

Umberto Ponzo c/o Garden Studio Napoli

Tel. 081.19361954 338.7538421

L’alternativa a questa apparecchiatura consiste nell’istallare una pompa ad alta pressione alimentandola ad un rubinetto dell’acqua; essa può essere posizionata anche a distanza di molti metri, ma il tubo dell’acqua pressurizzata deve arrivare ad uno o più ventilatori dotati di corona nebulizzante. In questo caso i ventilatori possono essere spostati solo quando si sia staccato il tubo dell’acqua a pressione, per cui si consiglia in quei siti dove il loro posizionamento sia consolidato.

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Giugno 12th 2009

I costi degli impianti misting

Nello specifico dell’impianto misting la parte incidente economicamente è rappresentata dalla pompa che costa a partire da 800 € e dagli ugelli nebulizzatori e raccordi che costano invece intorno ai 20 € cad. (La differenza con 2251XX ugelli con fiorisistemi non professionali o di origine orientale consiste nella mancata capacità di pressurizzare l’acqua intorno a 70 bar, nella rumorosità delle apparecchiature e nella qualità degli ugelli che devono essere perfettamente calibrati). Un impianto "minimo" ha quindi un costo che difficilmente è inferiore a 1600 - 2000 €. Il consumo di acqua è irrisorio e parte da 1/2 lt. al minuto (nel caso ci fosse la possibilità di consumare più acqua… si avrebbe un maggiore abbattimento di temperatura…e sarebbe quindi oltremodo positivo). clip_image002

Il montaggio può teoricamente essere effettuato da chiunque data la facilità di innesto delle tubazioni nei raccordi, ma nel caso di impianti professionali o di una certa valenza estetico-funzionale è necessario adottare soluzioni e meccanismi di gestione  che richiedono l’intervento di personale specializzato o  un’assistenza esperta.

La quantità di temperatura che si riesce ad abbattere è inversamente proporzionale al grado di umidità e spesso non va al disopra dei 5-7 ° c., ma va  tenuta in debita considerazione “la temperatura di percezione” che va ben oltre al reale abbassamento della colonnina di mercurio.

Da quest’anno esiste anche un ventilatore "compatto" completo di pompa, nebulizzatori e serbatoio d’acqua che consente il raffrescamento di quelle zone più difficilmente raggiungibili dall’alimentazione idrica  o quando  si debba ogni volta spostare l’apparecchiatura da una zona all’altra. Il  suo costo di listino è di € 2400, ma deve essere utilizzato come ultima spiaggia quando non sia possibile utilizzare acqua corrente per problemi logistici da alimentazione idrica.

Circa la qualità dell’aria ottenibile e la sua salubrità è possibile iniettare eventuali sanificanti od aromi, inoltre l’aria satura di acqua appesantisce le ali di alcuni insetti come le zanzare ed agisce da deterrente. Nel caso si utilizzi acqua da serbatoio è praticamente indispensabile intervenire con iniezione proporzionale di antibatterici. Nel caso si debbano raffrescare ambienti adibiti ad uso alimentare dovrà essere utilizzato l’acciaio inox per tubi raccordi e nebulizzatori.

raccordo_climext1Per quanto attiene agli spazi interni è necessario che il grado di umidità sia continuamente monitorato per interrompere il funzionamento a soglie igroscopiche definite, comunque è consigliabile sempre unire la ventilazione forzata laddove non esista l’insolazione diretta o continua.

I componenti essenziali per un impianto “a tenda” o perimetrale sono:

  • Sistema progressivo di filtraggio dell’acqua con due filtri da 5 e 10 meshes
  • Pompa alta pressione
  • Tubazione in poliammide da 9 mm. (in rotoli e barre, può essere surrogata con rame trattato o con acciaio inox per utilizzazio ni alimentari o sanitarie)
  • Raccordi per poliammide (a semplice innesto)
  • Nebulizzatori (con foro 15 consuma 0.049 lt./min; con foro 30 consuma 1.01 lt.min con una pressione di 70 bar)
  • Staffette di sostegno e minuterie di montaggio od eventuali coperture della tubazione (il poliammide ad alta pressione genera un leggero stiramento)

I componenti opzionali sono:

  • Quadretti di gestione della temporizzazione
  • Controllo del grado di umidità e/o temperatura
  • Pompa iniettrice microdosatrice (per aromi, sanificanti e disinfettanti)
  • Addolcitore e/o magnete permanente per limitare accumuli calcarei all’orifizio (i primi problemi si verificano però solo dopo qualche anno di funzionamento)
  • Inverter nella Pompa di pressurizzazione (consente l’utilizzazione di portate variabili da 0.1 a 6 lt/min); con una pompa a portate variabili è possibile gestire uno o più settori misting contemporaneamente).

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Giugno 12th 2009

La Micronebulizzazione – Costi di gestione del misting

Dal punto di vista eco-energetico il Misting è al momento la migliore soluzione per la climatizzazione degli spazi aperti o di quelli coperti di grande cubatura: facendo qualche considerazione spicciola (mi scusi delle banalità, visto che certamente ne saprà più del sottoscritto); sappiamo che per far evaporare un litro di acqua riscaldando una bacinella occorrono circa 2272 KJ, facendo l’ipotesi contraria, ovvero facendo evaporare lo stesso litro di acqua con altri sistemi avremo invece la sottrazione della medesima energia termica dall’ambiente circostante; se volessimo far evaclip_image002porare la superficie di una pozza d’acqua di un litro per un metro di diametro avremmo una superficie evaporativa di 0.785 mq.; costringendo però le gocce d’acqua ad avere un diametro di 15 microns mediante la pressurizzazione, la superficie totale delle particelle diventerà invece di circa 425.000 mc. Ovvero sarà 541000 volte più veloce. Col misting noi otteniamo tutto ciò “forzando” l’acqua a 70 – 100 bar ed amplificando a volte la sua capacità evaporativa mediante una ventilazione forzata (ventilazione brumizzante) oppure con ultrasuoni. Sempre continuando con calcoli approssimativi arriveremo che per rinfrescare un’area di circa 100 mq. sosterremo i seguenti costi:

acqua 0,002€/ora

Corrente 0.01 €/ora

Totale 0,012 €/ora per un’area di 100 mq

 

 

 

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Maggio 5th 2009

RAFFRESCAMENTO DELLE STALLE E DEGLI AMBIENTI PER ANIMALI

clip_image002La produzione in carne degli animali all’ingrasso risente in maniera esponenziale dei problemi legati alla temperatura: se d’inverno infatti le temperature scendono in maniera sensibile, gli animali tendono a bruciare grassi e sostanze di riserva precedentemente prodotti; d’estate, invece, le alte temperature li rendono svogliati nell’alimentazione con ripercussioni evidenti nelle rese proteiche. In una sperimentazione condotta in una stalla da 300 capi bovini, si sono utilizzati ventilatori nebulizzanti per l’abbassamento della temperatura; gli animali, prima diffidenti per l’insolita novità si sono via via abituati e gradatamente avvicinati nel campo di azione degli apparecchi alla ricerca presumibile di una  maggiore sensazione di benessere. Lo stesso fenomeno si è verificato in una stalla bufalina dove si è posizionato un impianto misting a ridosso delle rastrelliere dell’alimentazione, ma  solo parzialmente: dopo una settimana è stato necessario incrementare il numero dei nebulizzatori in quanto gli animali creavano ingorghi alimentandosi solo a ridosso  delle zone rinfrescate. L’abbassamento di temperatura si ottiene nei ricoveri coperti solo unendo la micronebulizzazione ad un aumento della ventilazione, in quanto il grado di umidità mediamente presente non favorisce la migliore evaporazione ed è quindi necessario forzare il processo adiabatico, ma la sola diminuizione della temperatura non giustifica da sola la valenza dell’impianto misting, infatti le microparticelle di acqua riescono anche ad abbattere odori ed esalazioni migliorando notevolmente l’abitabilità del ricovero animale.

Avicoltura:

riduzione della mortalità da caldo ed asfissia

incremento di peso a fine ciclo

disinfezione automatizzata degli ambienti

non bagna le lettiere, mantenendo elevati standard igienici

 

Maneggi:

riduzione stress da calore

riduzione presenza di insetti molesti

riduzione  insorgenza delle tendiniti

 

Bovini:

riduzione dello stress da caldo

aumento della produzione di latte

incremento del peso dei vitelli

riduzione degli insetti

 

Suini:

Non bagna l’animale

incremento quantità di alimenti/peso

disinfezione automatica

abbattimento degli odori

diminuizione dei ristagni batterici

 

IL MISTING: perchè raffresca?

L’acqua per evaporare ha bisogno di calore che sottrae all’ambiente. Questo sistema funziona in natura da sempre: quando siamo accaldati sudiamo: grazie all’evaporazione del sudore riusciamo a regolare la temperatura corporea. Ecco perchè vicino alle cascate sentiamo l’aria più fresca, grazie all’acqua nebulizzata che evapora.

IL MISTING: perchè non bagna?

Grazie alle pompe ed agli ugelli brevettati, l’acqua viene ridotta in finissime goccie del diametro di 0,001 millimetri.

In questo modo il processo evaporativo è velocissimo e ciò avviene prima che l’acqua cada al suolo.

IL MISTING: perchè conviene?

Ipotizziamo di utilizzare acqua dall’acquedotto, pagandola 2 €/mc., per raffrescare un’area di 100 mq.:

- acqua: 0,002 €/ora

- corrente: 0,01 €/ora

Totale 0,012 €/ora per un’area di 100 mq.

Ecco perchè il sistema MGF è stato premiato con il “NEXT ENERGY AWARD” .

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Marzo 22nd 2009

COME FUNZIONA UN IMPIANTO MISTING

Quando le gocce ultra fini prodotte dai nostri ugelli speciali vengono introdotte in atmosfera, esse assorbono l’energia presente per passare allo stato aeriforme. L’energia (calore) che viene utilizzata per produrre questo cambio di stato da liquido a gas viene sottratto all’ambiente esterno, e quindi l’aria è raffreddata dal processo .
Con la “nebbia asciutta” prodotta i nostri impianti sono in grado di combinare raffreddamento convettivo da evaporazione e da ventilazione (wind chill factor) per ottenere risultati spettacolari.
I nostri ugelli sono progettati in modo da produrre una nebbia sottilissima che consenta all’acqua di evaporare velocemente; anche per questa ragione noi la definiamo “asciutta” in quanto per le condizioni di irraggiamento e ventilazione essa non bagna !

Un impianto di condizionamento costringe a vivere in ambienti a “chiusura stagna” e non è utilizzabile quindi negli spazi aperti, un sistema misting consente di abbassare significativamente la temperatura delle aree scoperte e ,se utilizzato con l’ausilio di ventilatori, anche le aree coperte. Queste ultime dovranno essere chiaramente di una certa cubatura come capannoni, palestre, fabbriche, tendoni, stalle per citarne solo alcuni.DSCF0305

Gli spazi esterni che riusciamo a raffreddare sono innumerevoli, basti pensare ai giardini, cinema all’aperto, cantieri edili, parcheggi e certamente non ultimi: solarium, discoteche, piscine e spiagge, dove un eventuale uso di maggiori quantità d’acqua certamente non provoca fastidi. Nelle realizzazioni effettuate presso i luoghi di ristorazione, abbiamo notato la particolare capacità attrattiva del prodotto nei confronti della clientela che è richiamata prima dalla scenografia e successivamente è indotta alla permanenza e quindi al consumo di prodotti al banco per l’indubbio benessere avvertibile. Per evitare indesiderati e sconvenienti problemi di umidificazione, si utilizzano quadretti di comando a temporizzazione programmata oppure sensori di umidità e temperatura.

info: ponzo@irrigazioneimpianti.com

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Febbraio 25th 2009

Misting & cooling

LA MICRONEBULIZZAZIONE OVVERO IL CONDIZIONAMENTO NATURALE

Quando si soffre per il troppo caldo è possibile trovare un minimo di refrigerio passeggiando in riva al mare o intorno ad un lago. Quando siamo su una spiaggia la sensazione di disagio dovuta al caldo sembra diminuire o sembra quasi inavvertibile: la soluzione non consiste soltanto nel fatto che siamo meno coperti (anzi ciò protrebbe essere addirittura negativo), in pratica la superficie di grandi bacini d’acqua è soggetta ad evaporazione ad opera dell’azione battente del sole e parte dell’energia dei raggi solari è “impegnata” nel passaggio di stato fisico dell’acqua e quindi si sottrae alla percezione dei ns. sensi. Avviene quindi una sorta di condizionamento naturale dovuto all’effetto adiabatico dell’evaporazione.

clip_image002La vaporizzazione e la relativa trasformazione dell’energia termica irradiante sono proporzionali alla grandezza delle particelle d’acqua ed alla ventilazione esistente. Ciò ci spiega infatti il benessere che proviamo nelle vicinanze di una cascata dove l’acqua si rompe in particelle finissime e forma una nebbiolina oppure la gradevolezza della brezza marina dove il vento si unisce alla frammentazione dell’acqua. In entrambi i casi si genera un raffrescamento di tipo evaporativo.

Noi siamo in grado di ricreare artificialmente queste condizioni nei giardini, sotto i gazebi od in tutte le aree all’aperto con un sistema ecologico a basso costo di esercizio: il misting.

clip_image004Se costringiamo infatti l’acqua a sminuzzarsi in goccioline microscopiche e se addirittura le facciamo allontanare tra di loro soffiandoci contro, aumenteremo la superficie d’acqua totale e quindi la sua possibilità evaporativa. Gli impianti che realizziamo “sparano acqua” mediante ugelli nebulizzatori ad una pressione altissima che va dalle 60 alle 100 atmosfere. Le quantità d’acqua necessarie sono molto modeste e partono da mezzo litro al minuto fino ad arrivare a quantità leggermente più sensibili. La pressurizzazione avviene mediante pompe speciali a pistoni ceramici ed utilizzano l’acqua del rubinetto opportunamente filtrata.

Gli impianti di condizionamento naturale sono utilizzati sui terrazzi, gazebi, pergole, ma anche sulle spiagge ed intorno alle piscine oppure addirittura sulle barche. E’ possibile così “abbronzarsi sotto il sole cocente, al fresco di una nebbiolina”. I bar all’aperto possono allietare la loro clientela con un sistema scenografico che attrae sia per la novità che per il fresco evidente. Terrazzi e dehors di alberghi e ristoranti trattengono più a lungo gli avventori per la gradevole sensazione.

clip_image006Questi impianti rappresentano un’assoluta novità per le ns. zone, ma sono ampiamente utilizzati già da anni nelle zone calde della California e della Florida dove il pubblico è già abituato al loro utilizzo. E’ sbagliato però pensare che sotto la brezza artificiale ci si bagni, perché la funzionalità del sistema si basa sulla completa evaporazione dell’acqua e quindi su un meccanismo di gestione intermittente e personalizzato che regola l’erogazione in funzione dell’umidità e della temperatura.

Per preventivi ed informazioni info@irrigazioneimpianti.com

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Febbraio 15th 2009

La strage delle palme

  • Il rhynchophorus ferrugineus (punteruolo rosso delle palme) sta distruggendo la maggior parte delle palme in Italia.
  • Si suppone sia arrivato dall’Africa settentrionale e dall’Asia minore; dopo aver attaccato le zone costiere si sta spingendo oltre lo specifico areale. Attacca molti tipi di palme preferendo, però, il Phoenix Canariensis (palma delle canarie).

Il Curculonide attacca rodendo alla base dell’inserzione delle foglie composte, provocandone il collassamento e facendo

assumere alla pianta unimagea forma simile ad un enorme esemplare di cycas.Tale portamento deriva dalla sua predilezione dei tessuti teneri posti nel cuore della chioma.

In tal caso non c’è più speranza di salvare la pianta.

Quando invece  l’attacco si limita ad una parte intermedia della foglia, esistono ancora margini di intervento terapeutici.

Effettuando interventi chimici interniimage

(endoterapia) ed esterni (aspersione all’inserzione fogliare o “cuore”) è possibile ancora salvare la pianta.

La femmina adulta, una volta accoppiata, depone qualche centinaio di uova forando le inserzioni fogliari. Da queste sviluppano le larve che completano l’opera di devastazione nutrendosi di tutti i tessuti più teneri. La temperatura che si sviluppa con i fenomeni di catabolismo è di circa 20° centigradi e preserva gli insetti anche da freddi intensi ed invernali. Sulla stessa pianta è facile rilevare la presenza degli insetti in tutti gli stadi biologici.

Successivamente le larve schiudendosi da un bozzolo, diventano adulte ed attaccano altre piante, effettuando spostamenti anche di diversi chilometri.

ENDOTERAPIA

Si basa sull’ inoculazione di medicinali sistemici nel sistema vascolare della pianta con un metodo simile alla fleboclisi.

Si effettuano 4-5 fori profondi e si inietta ½ litro di soluzione costituita da:

abamectina, azadiractina, fosfito di sodio ed acqua, mediante apposita apparecchiatura ad una pressione di circa 2 bar.

L’intervento si ripete dopo 6 mesi

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TERAPIA ASPERSORIA

Consiste nell’irrorare il “cuore” della chioma con una decina di litri di soluzione a base di olio bianco, clorpirifos e deltametrina.

Per evitare di portarsi in quota ad ogni trattamento, è utile istallare una tubazione polietilenica sul dorso della pianta con alla sommità una doccetta aspersoria.

Mediante una pompa a stantuffo sarà possibile effettuare l’irrorazione stando alla base della pianta ogni qualvolta sia necessario.

L’intervento va ripetuto ogni 30-40 gg. nei periodi più caldi e con un intervallo maggiore nella stagione fredda

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La profilassi alle palme sta dando grandi risultati ed è al momento l’unico sistema efficace. Si spera che fra qualche anno lo sviluppo della patologia possa naturalmente regredire per rinnovati equilibri biologici, come sta avvenendo nelle zone di origine.

E’ dovere di tutti gli addetti del settore porre la maggiore attenzione possibile alla tutela di quello che può definirsi uno dei patrimoni emblematici e naturali del nostro paese.

Per maggiori informazioni e scambi di esperienze:

www.irrigazioneimpianti.com

http://giardinaggio.irrigazioneimpianti.com/

ponzo@irrigazioneimpianti.com

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Dicembre 17th 2008

Tecniche di iniezione endoterapica per alberi e palme

Metodo endoterapico ad assorbimento naturale:

Questa metodologia di applicazione sfrutta la normale capacità assimilatoria della pianta. L´apparecchiatura utilizzata si compone di:

  • un contenitore sigillato contenente la sostanza da immettere nell´albero
  • un condotto di uscita collegato al contenitore
  • tre condotti di distribuzione provvisti, in corrispondenza di ogni estremità libera, di un ago monouso per l’iniezione della sostanza nel tronco della pianta. Ciascun condotto di distribuzione è dotato di un gocciolatore e di un deflussore per il controllo e la regolazione della velocità di assorbimento durante il trattamento
  • mezzi per regolare e controllare il flusso della soluzione così da adattare il trattamento alle caratteristiche del prodotto e della specie da trattare, rispettando la capacità fisiologica di assorbimento della pianta.

Per procedere all’applicazione i fori sul tronco vengono praticati ad un´altezza di circa 1 metro da terra utilizzando un trapano elettrico con un’inclinazione di 45°. I fori, del diametro variabile di 2-4 mm ed una profondità di 3-5 cm, sono in numero diverso a seconda della circonferenza del tronco e delle caratteristiche morfologiche e di sviluppo del tronco stesso (presenza di costolature, torsioni, ecc); in genere se ne pratica uno ogni 35-40 cm.

Ovviamente, per consentire la caduta per gravità della soluzione antiparassitaria, i fori devono essere eseguiti ad un’altezza inferiore rispetto a dove viene posizionato il contenitore della soluzione (che di norma è posto a 1,80-2 metri da terra). La capacità di assorbimento del prodotto da parte della pianta e, quindi, la velocità dell’assorbimento stesso è influenzata da una serie di fattori esterni, quali: condizioni atmosferiche (luminosità, ventosità, umidità relativa, temperatura), dalla specie vegetale, dalla fase fenologica, dalle condizioni fitosanitarie dell’albero.

Soprattutto stress idrici e scarsa luminosità aumentano in modo rilevante i tempi di assorbimento, che possono essere anche di 12 - 24 ore, col rischio di cristallizzazione e/o flocculazione del prodotto e di riduzione della cicatrizzazione dei fori. Ciò può determinare una scarsa efficacia degli interventi.

Quando si utilizza questa tecnica su verde pubblico è fondamentale assicurare la sorveglianza del cantiere per l’intera durata del trattamento.

Metodo endoterapico a pressione:

Prevede l’introduzione forzata del prodotto all’interno del tronco. Le apparecchiature che si utilizzano, seppure con alcune differenze di carattere costruttivo, sono provviste di una pompa che preleva la soluzione da un serbatoio e fornisce il liquido sotto pressione ad un numero variabile di condotti di distribuzione, ciascuno dei quali collegabile ad un dosatore volumetrico di iniezione cavo. Anche in questo caso i fori sul tronco vengono praticati con un normale trapano elettrico; il numero di fori e la loro altezza da terra sono in funzione del diametro del tronco, della presenza di ferite, nodi, costolature, ecc.

I fori hanno un diametro di 4-6 mm e raggiungono una profondità che può arrivare fino a 5-6 cm. Durante l’iniezione un manometro permette di misurare e regolare la pressione di esercizio, che di norma va dalle 2-3 atm fino alle 7-8 atm (in particolari situazioni). Con questa metodologia di applicazione la velocità di assorbimento del prodotto non è influenzata dalle condizioni ambientali, bensì dipende essenzialmente dalle caratteristiche fisiologiche dell’albero.

Metodo endoterapico a micropressione “Arboprof”

E’ un sistema a bassa pressione (1.5 – 2.5 bar) con il quale la soluzione insetticida viene introdotta nel legno tramite aghi di diametro pari a 8 mm. Dopo aver eseguito un foro lungo da 30 a 50 cm. I tempi di assorbimento, in condizioni normali, consentono di trattare 2-3/alberi/ora/attrezzatura.

Al momento è fra i metodi più usati per il trattamento alle palme contro il punteruolo rosso (rhynchophorus ferrugineus) dove si iniettano circa 600 ml. di soluzione costituita da 50 ml. Abamectina, 50 ml. Azadiractina, 60ml. Posfito di potassio oltre, evidentemente l’acqua. Il trattamento è efficace per circa 150-180 gg. specialmente nei confronti delle larve.

Per informazioni:

Garden Studio Napoli Umberto Ponzo 338.7538421

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Ottobre 9th 2008

Endoterapia

endoterapia - foro per immissione iniezioneE’ un metodo sia profilattico che terapeutico per effettuare trattamenti di fertilizzazione alle piante, dove per fertilizzazione deve intendersi anche e soprattutto la difesa chimica.

endoterapia - Strumenti Mediante l’iniezione di presidi chimici attraverso fori praticati sul tronco delle piante è possibile arrivare a tutta la chioma per via vascolare, sfruttando cioè, il normale traffico circolatorio della linfa. L’endoterapia, detta anche inyecton tree consente quindi di arrivare alle parti altissime della pianta ed effettuare trattamenti che invece richiederebbero mezzi di sollevamento costosi ed a volte inaccessibili.

L’efficacia è elevatissima in quanto il prodotto inoculato è spesso costoso e pericoloso e con questo metodo è possibile non sprecarnee neanche una goccia evitando di attentare alla salute ed alla sicurezza di chi possa involontariamente inalare una eventuale ed indesiderata deriva aerea.

Il funzionamento è semplice: si praticano da 2 a 8 fori nel fusto della pianta, si innestano appositi aghi e mediante pompaggio a 2-3 atmosfere si inoculano le sostanze liquide nella quantità e concentrazione voluta. Si effettua, quindi, una “flebo” all’albero, dove però non è necessario entrare con l’ago nell’arteria. Iniezione - endoterapia fusto alberoIl prodotto passa infatti automaticamente per induzione nel vaso cribroso, per essere trasportato dappertutto con i fisiologici sistemi circolatori.

Chiaramente è indispensabile che l’operatore sappia esattamente in quale zona effettuare l’iniezione per massimizzarne l’assorbimento e trasporto. Successivamente all’iniezione è necessario chiudere il foro creato con appositi tappi disinfettanti e degradabili.

Esistono varie teorie circa la pressione di iniezione che può andare da 0,1 a 4 bar, ma è stato riscontrato che un valore di 25 mt. è più che sufficiente ad imbibire la zona di intervento, i presidi utilizzati inoltre sono per la maggior parte sistemici e citotropici, per cui continueranno con una certa faciltà il loro viaggio fino ad arrivare al bersaglio voluto.

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Ottobre 9th 2008

Lotta al Punteruolo Rosso

Finalmente arrivano notizie confortanti sulla lotta al punteruolo rosso. Larve ed adulti del terribile fitofago sono risultati sensibili a diversi presidi chimici ed il Ministero della Salute sta dando il via all’autorizzazione all’uso dei seguenti formulati:

PRODOTTO

DITTA

SOSTANZA ATTIVA

Punteruolo rosso - Palma in curaCombattere il punteruolo rosso

Gli interventi di profilassi generale a cui devono attenersi tutti i proprietari di piante di palme sono così individuabili:

  • accurate ispezioni periodiche su tutte le piante sensibili all’attacco del coleottero in questione;
  • accurata potatura delle vecchie foglie e delle infiorescenze secche, eliminazione delle guaine fogliari, residui organici, ecc. da effettuarsi nel periodo invernale quando il volo degli adulti è limitato;
  • distruzione (bruciatura, compostaggio, discarica, ecc.) dei residui della potatura;
  • evitare i tagli delle foglie verdi o, se indispensabili, effettuarli nel periodo invernale con copertura e disinfezione delle ferite con mastici, paste insetticide, trattamenti cuprici;
  • trattamenti preventivi alle palme con l’utilizzo di prodotti fitosanitari a tanto registrati, privilegiando le tipologie applicative a basso impatto ambientale, assicurando comunque la copertura dalla primavera all’autunno. In linea generale per siti di particolare pregio possono essere previste, in modo alternato, due applicazioni con endoterapia e due o più applicazioni per aspersione.

La Garden Studio Napoli ritiene di aver maturato una significativa esperienza nel campo della lotta al Curare le palme dal punteruolo rossoRhynchophorus ferrugineus e per i confortanti risultati ottenuti consiglia di intervenire là dove possibile con due sistemi di lotta chimica abbinati: uno aereo e l’altro endoterapico. Le formulazioni che hanno meglio risposto sono le seguenti:

Endoterapia (tree injecton): 2 trattamenti a distanza di sei mesi

  • ABAMECTINA : ml. 20-30
  • AZADIRACTINA A + B ml. 20-30
  • FOSFITO DI POTASSIO ml. 50-60
  • Acqua ml. 500

Esoterapia alla chioma ed eventualmente al fusto: due trattamenti a distanza di 30 gg. Due volte l’anno

  • DELTAMETRINA o CIPERMETRINA ml. 20-30
  • AZADIRACTINA A + B ml. 20-30
  • OLIO BIANCO ml. 200
  • Acqua 20 lt.

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