Maggio 9th 2010
CURA PALME ATTACCATE DAL PUNTERUOLO ROSSO - DENDROCHIRURGIA A “MAZZA DI TAMBURO”
Fino a qualche tempo fa si riteneva che l’unico mezzo di lotta contro il Rhynchophorus ferrugineus fosse la profilassi continua, ma adesso, alla luce di confortanti risultati, si può incominciare a parlare anche di “cura”. Mi riferisco al trattamento di quegli esemplari la cui infestione non riguarda la totalità dell’apparato fogliare, ovvero ad uno stato di patologia conclamatamente in fase iniziale e quindi non irreversibile.
Allorquando si evidenzi un attacco in atto con qualche foglia reclinata, qualche galleria visibile sui piccioli oppure si notino “insetti rossastri” volare pesantemente nelle zone limitrofe: è il momento di intervenire. Bisogna portarsi sulla chioma con una scala se l’altezza lo consente o con autosollevatore nel caso sia invece troppo alta ed una volta appurata la presenza dell’insetto “al lavoro”, asportare tutte le pupe e le larve esistenti. Per sincerarsi di aver effettuato un lavoro sufficiente è però quasi sempre necessario che la palma sia mondata da foglie malate e spesso bisogna intervenire anche con l’asportazione di quelle ancora sane, ma che impediscono il lavoro per problemi di affollamento e visibilità. Questa seconda ipotesi si riferisce spesso a gradi di attacco di una certa consistenza che, costringendo all’asportazione finale di tutte le corone fogliari, fanno assumere alla pianta residuale una forma molto simile ad “una mazza di tamburo”;
Una volta asportate parzialmente o totalmente le foglie è il caso di effettuare un trattamento endoterapico se possibile a qualche metro dall’apice della pianta e posizionare un tubicino provvisto di doccetta sullo stesso per continuare la profilassi esterna stando alla base della pianta.
Se sono ancora presenti meristemi rigenerativi integri, esistono buone possibilità che la pianta ricacci qualche emergenza fogliare nel periodo primaverile-estivo. E’ inutile sottolineare che bisognerà proteggere con molta attenzione tale rigenerazione, per cui si dovrà irrorare frequentemente con gli insetticidi previsti dal disciplinare e proteggere con una rete a maglie fitte fino a quando le dimensione delle foglie lo consentiranno.
Con questo sistema sono state salvate già decine di esemplari in tutta Italia e questo dà una carica di fiducia a chi sta operando questa impari battaglia.
Nella foto a lato è possibile vedere una pianta trattata con successo a Pozzuoli (NA) dai tecnici del comune; alcune piante circostanti non hanno avuto medesima fortuna, in quanto attaccate in periodo antecedente alla messa apunto del nuovo sistema di intervento.
Umberto Ponzo
