Maggio 9th 2010

CURA PALME ATTACCATE DAL PUNTERUOLO ROSSO - DENDROCHIRURGIA A “MAZZA DI TAMBURO”

Fino a qualche tempo fa si riteneva che l’unico mezzo di lotta contro il Rhynchophorus ferrugineus fosse la profilassi continua, ma adesso, alla luce di confortanti risultati, si può incominciare a parlare anche di “cura”. Mi riferisco al trattamento di quegli esemplari la cui infestione non riguarda la totalità dell’apparato fogliare, ovvero ad uno stato di patologia conclamatamente in fase iniziale e quindi non irreversibile.
Allorquando si evidenzi un attacco in atto con qualche foglia reclinata, qualche galleria visibile sui piccioli oppure si notino “insetti rossastri” volare pesantemente nelle zone limitrofe: è il momento di intervenire. Bisogna portarsi sulla chioma con una scala se l’altezza lo consente o con autosollevatore nel caso sia invece troppo alta ed una volta appurata la presenza dell’insetto “al lavoro”, asportare tutte le pupe e le larve esistenti. Per sincerarsi di aver effettuato un lavoro sufficiente è però quasi sempre necessario che la palma sia mondata da foglie malate e spesso bisogna intervenire anche con l’asportazione di quelle ancora sane, ma che impediscono il lavoro per problemi di affollamento e visibilità. Questa seconda ipotesi si riferisce spesso a gradi di attacco di una certa consistenza che, costringendo all’asportazione finale di tutte le corone fogliari, fanno assumere alla pianta residuale una forma molto simile ad “una mazza di tamburo”;
Una volta asportate parzialmente o totalmente le foglie è il caso di effettuare un trattamento endoterapico se possibile a qualche metro dall’apice della pianta e posizionare un tubicino provvisto di doccetta sullo stesso per continuare la profilassi esterna stando alla base della pianta.
Se sono ancora presenti meristemi rigenerativi integri, esistono buone possibilità che la pianta ricacci qualche emergenza fogliare nel periodo primaverile-estivo. E’ inutile sottolineare che bisognerà proteggere con molta attenzione tale rigenerazione, per cui si dovrà irrorare frequentemente con gli insetticidi previsti dal disciplinare e proteggere con una rete a maglie fitte fino a quando le dimensione delle foglie lo consentiranno.
Con questo sistema sono state salvate già decine di esemplari in tutta Italia e questo dà una carica di fiducia a chi sta operando questa impari battaglia.
Nella foto a lato è possibile vedere una pianta trattata con successo a Pozzuoli (NA) dai tecnici del comune; alcune piante circostanti non hanno avuto medesima fortuna, in quanto attaccate in periodo antecedente alla messa apunto del nuovo sistema di intervento.

Umberto Ponzo

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Marzo 25th 2010

Sistemi per il trattamento aereo delle palme contro il punteruolo rosso

Trattamento palme Punteruolo Rosso La profilassi contro l’attacco del punteruolo rosso prevede oltre l’endoterapia, soprattutto l’irrorazione della chioma (o più precisamente delle inserzioni fogliari) con appositi presìdi chimici previsti dal disciplinare.

Per trattare piante di altezza fino a 4 metri è possibile utilizzare una semplice pompa irroratrice a zaino o a bottiglia, ma in questo caso bisogna dotarsi di una lancia in rame capace di un getto lineare onde evitare di nebulizzare contaminando bersagli indesiderati, infatti le sostanze chimiche utilizzate, anche se di classe tossicologica lieve, potrebbero comunque generare danni a soggetti particolarmente sensibili o non adeguatamente protetti.

Il trattamento aereo deve essere effettuato con spruzzi di liquido non nebulizzato perché non è necessario investire la totalità dell’apparato fogliare, bensì solo la parte più tenera e gli abozzi meristematici il cui attacco da parte del coleottero compromette l’esistenza dell’intera pianta. Quantitativi notevoli di acqua od eventuali precipitazioni meteoriche successive al trattamento possono in qualche caso agire positivamente con l’imbibizione di tessuti vegetali già parassitari esercitando una rilevante azione di contatto. N.B.: nel caso ci siano invece danni evidenti ai margini fogliari, può rendersi invece necessaria l’irrorazione totale di tutta la chioma con antifungini, per evitare le relative micopatologie.

Quasi sempre le difficoltà maggiori nei trattamenti aerei contro il punteruolo rosso, riguardano l’irrorazione delle piante la cui altezza notevole impedisce di intervenire da terra o con l’utilizzo continuato di una piattaforma aerea; tali inconvenienti sono superabili applicando solo “una tantum” sul dorso della pianta una tubazione di polietilene dalla cui sommità sarà possibile versare l’antiparassitario mirando esattamente al bulbo germogliare. Si doterà, quindi, l’apice della tubazione di una doccetta posta su una tubazione in multistrato di alluminio, la cui “modellabilità” permette di direzionarne il getto. Agendo alla base della tubazione, sarà facile proiettare il liquido anche ad altezze superiori a 10 metri utilizzando pompe a bassa pressione (da 2 a 10 bar).

La soluzione del tubo ascellare fisso dal punto di vista impiantistico non va però intesa come definitiva in quanto la crescita progressiva delle corone fogliari può col tempo deviare il posizionamento iniziale, costringendo alle relative modifiche.

Quando l’urgenza del trattamento o l’inaccessibilità dei mezzi meccanici non consente un rapido intervento esistono ancora altre soluzioni più o meno provvisorie. Una di queste è rappresentata dall’utilizzo di tubazioni filettate portanti in cima un ugello a getto lineare (come nello schema); l’altra, invece, portante una tubazione di 5 mm. al centro della chioma con una canna telescopica in vetroresina. (vedi foto)

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Esistono canne telescopiche di pochi chili di peso capaci di arrivare fino a 15 metri di altezza; collegando all’apice delle stesse un tubicino di pochi mm di diametro è possibile arrivare a trattare piante di elevate dimensioni; basterà rivolgere l’estremità del tubicino contro la parte basale di una foglia verticale ed il liquido antiparassitario, scorrendo sulla nervatura della stessa, si dirigerà per gravità verso il cuore della chioma. L’eventuale sistemicità/citotropicità del prodotto utilizzato, consente una ulteriore diffusione nei tessuti vegetali, preservandoli adeguatamente.

Riepilogando, per operare un trattamento “in quota” stando alla base della pianta, è sufficiente disporre di una bottiglia per trattamenti da 10 lt. (oppure di uno zaino o meglio ancora di una motopompa carrellata con serbatoio). All’estremità del tubo di uscita in pressione, esso si collegherà alla tubazione mediante un aggancio rapido ad innesto. Tale tubazione irrorante potrà essere di tipo fisso se staffata permanentemente sul dorso della pianta e di tipo mobile se agganciata all’estremità di un tubo telescopico.

Un trattamento aereo richiede una media di trenta minuti/pianta tra posizionamento e rilascio di medicinale. La quantità di soluzione utilizzabile va da un minimo di 10 litri fino a quantità due o tre volte superiori. La frequenza di intervento non dovrà essere inferiore ai 30 giorni soprattutto nei periodi più caldi.

Gardenstudio Napoli

338.7538421 ponzo@irrigazioneimpianti.com

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Dicembre 22nd 2009

Deodorazione stoccaggio rifiuti

ABBATTIMENTO ODORI MOLESTI NEI CENTRI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO RIFIUTI

Uno dei problemi legati allo smaltimento dei rifiuti è spesso legato alla localizzazione dei centri di ecoraccolta e smaltimento degli stessi. Esistono realtà urbane dove non è possibile stoccare neanche piccoli quantitativi di materiale per la mancanza di zone idonee o, se esistenti, per la loro vicinanza all’ edilizia residenziale. Un centro di raccolta, per quanto realizzato con i sistemi migliori per limitarne al massimo l’impatto visivo, si fa comunque “sentire” per gli odori indesiderati relativi alla natura decomponibile dei materiali e per la presenza di insetti richiamati dagli setssi. Oggi è possibile limitare il fenomeno olfattivo indesiderato mediante il MISTING, ovvero creando ad arte una nuvola di acqua vaporizzata le cui piccolissime particelle riescano a legarsi alle sostanze volatili ree del maleodore. La tecnica della deodorizzazione si basa sulla solubilità in acqua delle sostanze volatili per l’elevata adesività delle particelle microscopiche d’acqua, queste col diminuire del loro diametro aumentano di fatto la loro superficie esterna totale e di conseguenza l’adesività alle particelle indesiderate abbattendole a terra o limitandone gli spostamenti.
Creando quindi una barriera vaporizzata si ottiene il non trascurabile effetto della minore percezione dell’odore fino a valori prossimi al 60 %. oltre che un sensibile abbattimento della temperatura dovuto all’evaporazione delle quote di acqua micronizzate, inoltre è possibile approfittare della nebbia prodotta per iniettare sanificanti, insetticidi e sostanze chimiche, sfruttando appositi dosatori proporzionali.
L’efficienza del processo è data dallo strato di acqua nebulizzata e micronizzata alto fino a 2 metri che funge da “copertura” fluida e dalla elevatissima superficie delle micro goccioline di acqua. La buona funzionalità di un impianto di depurazione biologica è legata, oltre agli altri parametri di processo, alla temperatura. basse temperature del liquido, inferiori a 10°C, comportano sensibili riduzioni dei rendimenti depurativi dovuti al rallentamento della velocità delle reazioni chimiche e biologiche e alla ridotta attività metabolica della flora batterica, per cui l’abbassamento di temperatura dovuto al fenomeno adiabatico dell’evaporazione, assume un’importanza ancora più evidente

Per informazioni
Ponzo Umberto 3 338.7538421

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Settembre 12th 2009

PUNTERUOLO ROSSO DELLE PALME profilassi e cura

clip_image002Navigando per la rete in cerca di novità circa la lotta al punteruolo rosso delle palme, è facile cadere nello sconforto dati i modesti risultati palesati da alcuni tecnici. Si respira un’aria fatale di impotenza se non addirittura di resa assoluta.

Io non sono assolutamente d’accordo con chi ritiene che non ci sia rimedio e che non siano stati raggiunti risultati degni di nota. Non so per quale oscura ragione non si dia risalto ai sistemi di lotta che hanno preservato e continuano a preservare moltissimi esemplari e perché non si sviluppi la ricerca nelle direzioni più ottimistiche e soprattutto perché non se ne dia informazione.

Personalmente ho trattato oltre un centinaio di esemplari accusando defaillances solo per quelli il cui stato di infestazione era già irrimediabilmente compromesso già all’inizio della cura; posso affermare con notevole orgoglio di essere riuscito a salvare diversi esemplari in cui l’attacco era all’ inizio e preservato la quasi totalità degli altri cui ho avuto la possibilità di attuare una continua ed attenta profilassi. Per fortuna condividendo le esperienze con i colleghi impegnati nella stessa lotta ho scoperto di non essere il solo ad aver ottenuto risultati così confortanti, anzi ho riscontrato un certo parallelismo dei mezzi utilizzati; mi riferisco all’iniezione endoterapica di presidi sistemici coadiuvata da trattamenti aspersori mirati alla parte aerea dei phoenix.

E’ probabile che la profilassi sia stata generalmente frenata dai i costi che comporta la frequenza degli interventi (ogni 40 – 60 gg) sugli esemplari difficilmente raggiungibili per l’altezza della chioma, ma ciò comunque non spiega come possa esserci un impedimento anche per le piante di altezza inferiore ai 7 metri che sono oggettivamente le più rappresentate. Le palme più basse e tantissime altre sono facilmente raggiungibili da un getto irrorante non aspersivo lanciato da una pompa a stantuffo o da una moto-irroratrice; tutte le altre necessitano del posizionamento di una tubazione fissa in polietilene di piccolo diametro che spruzza nella sua parte superiore ed il costo si limita alla sola istallazione in quota.

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endoterapia collettoreL’intervento esterno deve essere mirato esclusivamente alla base dell’inserzione fogliare senza creare nebulizzazione, in questo modo la deriva è del tutto trascurabile ed anche l’eventuale utilizzazione di un presidio più “forte” restituisce un impatto solo marginale. Per “spingere” la soluzione antiparassitaria all’estremità della tubazione necessita una modesta pressione (per una palma di 15 metri da 20 a 25 bar) per cui è possibile agire con qualsiasi tipo di pompa disponibile. Per chi voglia in modo artigianale provvedere all’operazione basta quindi una semplice pompa a zaino o a stantuffo.

E’ possibile anche utilizzare sistemi a media pressione per raggiungere una chioma posta a 10 mt., ma è necessario dotarsi di una lancia a canna prolungata per evitare che il getto possa allargarsi prima della destinazione e disperdersi pericolosamente tutto intorno.

L’endoterapia invece, essendo unicamente mirata alla soluzione circolante della pianta, evita al massimo ogni possibilità di inquinamento; va significato però che essa è rivolta quasi esclusivamente alle larve esistenti e a preservare dall’attacco di eventuali successive ovo deposizioni da parte del rhynchophorus. La protezione alla pianta di un intervento endoterapico ha una durata di circa sei mesi, ma effettuata nel periodo primaverile è possibile allungare il periodo intercorrente con il successivo intervento, in quanto nella stagione invernale la mobilità del parassita risulta meno invadente.

I presidi chimici che hanno sortito i migliori risultati sono abamectina, azadiractina, deltametrine, chlorpiriphos e thiamethoxam dove i primi due sono utilizzati quasi esclusivamente per la tecnica endoterapica insieme al solfito potassico ed i rimanenti per l’irrorazione delle inserzioni fogliari.

I costi dell’Endoterapia

  • un solo esemplare 100 €
  • da 2 a 4 esemplari da 70 a 80 €/pianta
  • oltre i 4 esemplari da 50 a 70 €/pianta

tempi di intervento/pianta da 20 a 40 min.; sono necessari circa 2 endoterapie in 15 mesi

Irrorazione alla chioma

  • un solo esemplare 40 € oltre trasferta
  • da 2 a 4 esemplari 18 € oltre trasferta
  • oltre i 4 esemplari da 12 a 15 €/pianta oltre trasferta

tempi di intervento/pianta da 5 a 15 min.; è necessario un intervento ogni 40 -50 gg.; l’incidenza di costo dei soli antiparassitari per pianta è di circa 3,5 euro.

Tubazione ascellare in polietilene diam. 16 completa di: 3 ml. di multistrato modellabile in alluminio, raccordi, staffette di sostegno, giunti e aspersore terminale

€/cad. 30 (escluso costo istallazione e sollevamento in quota con scala o piattaforma)

PER INFORMAZIONI E CONTATTI: Umberto Ponzo 338.7538421  ponzo@irrigazioneimpianti.com  Garden Studio Napoli  fax 0812143140  tel. 081474242  081.19361954

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Giugno 24th 2009

VENTILATORE NEBULIZZANTE

 

 

clip_image001[4]Raffreddamento di esterni in:
Bar - Ristoranti - Hotel
Discoteche - Piscine - Giardini

Raffreddamento di interni in:
Capannoni industriali - Allevamenti
Diffusione insetticidi o aromi in:
Giardini - Serre - Garden Center
Locali pubblici e privati

ventilatore trasportabile ad effetto raffrescante.

Grazie al sistema di pressurizzazione interno MOBI-COOL® è in grado di miscelare acqua atomizzata al flusso di aria ventilata creando cosi un effetto rinfrescante in tutta l’area d’azione.

Finalmente estati fresche anche all’aperto e senza installazioni fisse. MOBI-COOL® infatti è un ventilatore speciale, silenzioso, efficace, totalmente autonomo grazie al serbatoio d’acqua interno di grande capacità che garantisce un’autonomia da 3 a 5 ore.
La silenziosità, pari ad un emissione acustica inferiore ai 55 dB, è garantita dal motore elettrico a basso consumo QES, tecnologia studiata per le applicazioni in ambienti che necessitano di basse emissioni acustiche.

Il sistema è una combinazione di ventilazione e nebulizzazione.
MOBICOOL sfrutta il principio del raffreddamento per evaporazione meglio conosciuto come raffrescatore adiabatico. L’acqua, pressurizzata a 70 BAR e distribuita dai tubi brevettati per alta pressione, fuoriesce dagli speciali ugelli come nebbia ultrafine in milioni di goccioline inferiori a 10 micron creando un’ampia cortina di aria fresca attorno all’area specifica. 
La nebulizzazione a contatto con il calore dell’area circostante evapora, rimuovendo il calore indesiderato e riducendo la temperatura anche di 7°-12° a seconda delle condizioni atmosferiche.
MobiCool è un sistema silenzioso dal design moderno ed elegante che si integra al meglio nella maggior parte delle strutture architettoniche. Necessita per il funzionamento solo di una presa della corrente ed il riempimento del serbatoio per assicurare un’autonomia di 5-7 ore di funzionamento.

Realizziamo impianti di raffrescamento con “nebbia asciutta”, siamo dDSCF0320isponibili a studiare forme di fornitura “promozionale” per i ns. prodotti. Il ventilatore di cui all’immagine costa circa 2300 euro

Umberto Ponzo c/o Garden Studio Napoli

Tel. 081.19361954 338.7538421 e/o 3737164024

L’alternativa a questa apparecchiatura consiste nell’istallare una pompa ad alta pressione alimentandola ad un rubinetto dell’acqua; essa può essere posizionata anche a distanza di molti metri, ma il tubo dell’acqua pressurizzata deve arrivare ad uno o più ventilatori dotati di corona nebulizzante. In questo caso i ventilatori possono essere spostati solo quando si sia staccato il tubo dell’acqua a pressione, per cui si consiglia in quei siti dove il loro posizionamento sia consolidato.

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Giugno 12th 2009

I costi degli impianti misting

Nello specifico dell’impianto misting la parte incidente economicamente è rappresentata dalla pompa che costa a partire da 800 € e dagli ugelli nebulizzatori e raccordi che costano invece intorno ai 20 € cad. (La differenza con 2251XX ugelli con fiorisistemi non professionali o di origine orientale consiste nella mancata capacità di pressurizzare l’acqua intorno a 70 bar, nella rumorosità delle apparecchiature e nella qualità degli ugelli che devono essere perfettamente calibrati). Un impianto “minimo” ha quindi un costo che difficilmente è inferiore a 1600 - 2000 €. Il consumo di acqua è irrisorio e parte da 1/2 lt. al minuto (nel caso ci fosse la possibilità di consumare più acqua… si avrebbe un maggiore abbattimento di temperatura…e sarebbe quindi oltremodo positivo). clip_image002

Il montaggio può teoricamente essere effettuato da chiunque data la facilità di innesto delle tubazioni nei raccordi, ma nel caso di impianti professionali o di una certa valenza estetico-funzionale è necessario adottare soluzioni e meccanismi di gestione  che richiedono l’intervento di personale specializzato o  un’assistenza esperta.

La quantità di temperatura che si riesce ad abbattere è inversamente proporzionale al grado di umidità e spesso non va al disopra dei 5-7 ° c., ma va  tenuta in debita considerazione “la temperatura di percezione” che va ben oltre al reale abbassamento della colonnina di mercurio.

Da quest’anno esiste anche un ventilatore “compatto” completo di pompa, nebulizzatori e serbatoio d’acqua che consente il raffrescamento di quelle zone più difficilmente raggiungibili dall’alimentazione idrica  o quando  si debba ogni volta spostare l’apparecchiatura da una zona all’altra. Il  suo costo di listino è di € 2400, ma deve essere utilizzato come ultima spiaggia quando non sia possibile utilizzare acqua corrente per problemi logistici da alimentazione idrica.

Circa la qualità dell’aria ottenibile e la sua salubrità è possibile iniettare eventuali sanificanti od aromi, inoltre l’aria satura di acqua appesantisce le ali di alcuni insetti come le zanzare ed agisce da deterrente. Nel caso si utilizzi acqua da serbatoio è praticamente indispensabile intervenire con iniezione proporzionale di antibatterici. Nel caso si debbano raffrescare ambienti adibiti ad uso alimentare dovrà essere utilizzato l’acciaio inox per tubi raccordi e nebulizzatori.

raccordo_climext1Per quanto attiene agli spazi interni è necessario che il grado di umidità sia continuamente monitorato per interrompere il funzionamento a soglie igroscopiche definite, comunque è consigliabile sempre unire la ventilazione forzata laddove non esista l’insolazione diretta o continua.

I componenti essenziali per un impianto “a tenda” o perimetrale sono:

  • Sistema progressivo di filtraggio dell’acqua con due filtri da 5 e 10 meshes
  • Pompa alta pressione
  • Tubazione in poliammide da 9 mm. (in rotoli e barre, può essere surrogata con rame trattato o con acciaio inox per utilizzazio ni alimentari o sanitarie)
  • Raccordi per poliammide (a semplice innesto)
  • Nebulizzatori (con foro 15 consuma 0.049 lt./min; con foro 30 consuma 1.01 lt.min con una pressione di 70 bar)
  • Staffette di sostegno e minuterie di montaggio od eventuali coperture della tubazione (il poliammide ad alta pressione genera un leggero stiramento)

I componenti opzionali sono:

  • Quadretti di gestione della temporizzazione
  • Controllo del grado di umidità e/o temperatura
  • Pompa iniettrice microdosatrice (per aromi, sanificanti e disinfettanti)
  • Addolcitore e/o magnete permanente per limitare accumuli calcarei all’orifizio (i primi problemi si verificano però solo dopo qualche anno di funzionamento)
  • Inverter nella Pompa di pressurizzazione (consente l’utilizzazione di portate variabili da 0.1 a 6 lt/min); con una pompa a portate variabili è possibile gestire uno o più settori misting contemporaneamente).

Umberto Ponzo 338.753.8421 e/o 3737164024

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Giugno 12th 2009

La Micronebulizzazione – Costi di gestione del misting

Dal punto di vista eco-energetico il Misting è al momento la migliore soluzione per la climatizzazione degli spazi aperti o di quelli coperti di grande cubatura: facendo qualche considerazione spicciola sappiamo che per far evaporare un litro di acqua riscaldando una bacinella occorrono circa 2272 KJ, facendo l’ipotesi contraria, ovvero facendo evaporare lo stesso litro di acqua con altri sistemi avremo invece la sottrazione della medesima energia termica dall’ambiente circostante; se volessimo far evaclip_image002porare la superficie di una pozza d’acqua di un litro per un metro di diametro avremmo una superficie evaporativa di 0.785 mq.; costringendo però le gocce d’acqua ad avere un diametro di 15 microns mediante la pressurizzazione, la superficie totale delle particelle diventerà invece di circa 425.000 mc. Ovvero sarà 541000 volte più veloce. Col misting noi otteniamo tutto ciò “forzando” l’acqua a 70 – 100 bar ed amplificando a volte la sua capacità evaporativa mediante una ventilazione forzata (ventilazione brumizzante) oppure con ultrasuoni. Sempre continuando con calcoli approssimativi arriveremo che per rinfrescare un’area di circa 100 mq. sosterremo i seguenti costi:

acqua 0,002€/ora

Corrente 0.01 €/ora

Totale 0,012 €/ora per un’area di 100 mq
per informazioni: Umberto Ponzo 338.7538421 e/o 3737164024

 

 

 

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per informazioni: Umberto Ponzo 338.7538421

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Maggio 5th 2009

RAFFRESCAMENTO DELLE STALLE E DEGLI AMBIENTI PER ANIMALI

clip_image002La produzione in carne degli animali all’ingrasso risente in maniera esponenziale dei problemi legati alla temperatura: se d’inverno infatti le temperature scendono in maniera sensibile, gli animali tendono a bruciare grassi e sostanze di riserva precedentemente prodotti; d’estate, invece, le alte temperature li rendono svogliati nell’alimentazione con ripercussioni evidenti nelle rese proteiche. In una sperimentazione condotta in una stalla da 300 capi bovini, si sono utilizzati ventilatori nebulizzanti per l’abbassamento della temperatura; gli animali, prima diffidenti per l’insolita novità si sono via via abituati e gradatamente avvicinati nel campo di azione degli apparecchi alla ricerca presumibile di una  maggiore sensazione di benessere. Lo stesso fenomeno si è verificato in una stalla bufalina dove si è posizionato un impianto misting a ridosso delle rastrelliere dell’alimentazione, ma  solo parzialmente: dopo una settimana è stato necessario incrementare il numero dei nebulizzatori in quanto gli animali creavano ingorghi alimentandosi solo a ridosso  delle zone rinfrescate. L’abbassamento di temperatura si ottiene nei ricoveri coperti solo unendo la micronebulizzazione ad un aumento della ventilazione, in quanto il grado di umidità mediamente presente non favorisce la migliore evaporazione ed è quindi necessario forzare il processo adiabatico, ma la sola diminuizione della temperatura non giustifica da sola la valenza dell’impianto misting, infatti le microparticelle di acqua riescono anche ad abbattere odori ed esalazioni migliorando notevolmente l’abitabilità del ricovero animale.

Avicoltura:

riduzione della mortalità da caldo ed asfissia

incremento di peso a fine ciclo

disinfezione automatizzata degli ambienti

non bagna le lettiere, mantenendo elevati standard igienici

 

Maneggi:

riduzione stress da calore

riduzione presenza di insetti molesti

riduzione  insorgenza delle tendiniti

 

Bovini:

riduzione dello stress da caldo

aumento della produzione di latte

incremento del peso dei vitelli

riduzione degli insetti

 

Suini:

Non bagna l’animale

incremento quantità di alimenti/peso

disinfezione automatica

abbattimento degli odori

diminuizione dei ristagni batterici

 

IL MISTING: perchè raffresca?

L’acqua per evaporare ha bisogno di calore che sottrae all’ambiente. Questo sistema funziona in natura da sempre: quando siamo accaldati sudiamo: grazie all’evaporazione del sudore riusciamo a regolare la temperatura corporea. Ecco perchè vicino alle cascate sentiamo l’aria più fresca, grazie all’acqua nebulizzata che evapora.

IL MISTING: perchè non bagna?

Grazie alle pompe ed agli ugelli brevettati, l’acqua viene ridotta in finissime goccie del diametro di 0,001 millimetri.

In questo modo il processo evaporativo è velocissimo e ciò avviene prima che l’acqua cada al suolo.

IL MISTING: perchè conviene?

Ipotizziamo di utilizzare acqua dall’acquedotto, pagandola 2 €/mc., per raffrescare un’area di 100 mq.:

- acqua: 0,002 €/ora

- corrente: 0,01 €/ora

Totale 0,012 €/ora per un’area di 100 mq.

Ecco perchè il sistema MGF è stato premiato con il “NEXT ENERGY AWARD” .

per informazioni: Umberto Ponzo 338.7538421

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Marzo 22nd 2009

COME FUNZIONA UN IMPIANTO MISTING

Quando le gocce ultra fini prodotte dai nostri ugelli speciali vengono introdotte in atmosfera, esse assorbono l’energia presente per passare allo stato aeriforme. L’energia (calore) che viene utilizzata per produrre questo cambio di stato da liquido a gas viene sottratto all’ambiente esterno, e quindi l’aria è raffreddata dal processo .
Con la “nebbia asciutta” prodotta i nostri impianti sono in grado di combinare raffreddamento convettivo da evaporazione e da ventilazione (wind chill factor) per ottenere risultati spettacolari.
I nostri ugelli sono progettati in modo da produrre una nebbia sottilissima che consenta all’acqua di evaporare velocemente; anche per questa ragione noi la definiamo “asciutta” in quanto per le condizioni di irraggiamento e ventilazione essa non bagna !

Un impianto di condizionamento costringe a vivere in ambienti a “chiusura stagna” e non è utilizzabile quindi negli spazi aperti; un sistema misting consente di abbassare significativamente la temperatura delle aree scoperte e ,se utilizzato con l’ausilio di ventilatori, anche le aree coperte. Queste ultime dovranno essere chiaramente di una certa cubatura come capannoni, palestre, fabbriche, tendoni, stalle per citarne solo alcuni.DSCF0305

Gli spazi esterni che riusciamo a raffreddare sono innumerevoli, basti pensare ai giardini, cinema all’aperto, cantieri edili, parcheggi e certamente non ultimi: solarium, discoteche, piscine e spiagge, dove un eventuale uso di maggiori quantità d’acqua certamente non provoca fastidi. Nelle realizzazioni effettuate presso i luoghi di ristorazione, abbiamo notato la particolare capacità attrattiva del prodotto nei confronti della clientela che è richiamata prima dalla scenografia e successivamente è indotta alla permanenza e quindi al consumo di prodotti al banco per l’indubbio benessere avvertibile. Per evitare indesiderati e sconvenienti problemi di umidificazione, si utilizzano quadretti di comando a temporizzazione programmata oppure sensori di umidità e temperatura.

per informazioni: Umberto Ponzo 338.7538421

info: ponzo@irrigazioneimpianti.com

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Febbraio 25th 2009

Misting & cooling

LA MICRONEBULIZZAZIONE OVVERO IL CONDIZIONAMENTO NATURALE

Quando si soffre per il troppo caldo è possibile trovare un minimo di refrigerio passeggiando in riva al mare o intorno ad un lago. Quando siamo su una spiaggia la sensazione di disagio dovuta al caldo sembra diminuire o sembra quasi inavvertibile: la soluzione non consiste soltanto nel fatto che siamo meno coperti (anzi ciò protrebbe essere addirittura negativo), in pratica la superficie di grandi bacini d’acqua è soggetta ad evaporazione ad opera dell’azione battente del sole e parte dell’energia dei raggi solari è “impegnata” nel passaggio di stato fisico dell’acqua e quindi si sottrae alla percezione dei ns. sensi. Avviene quindi una sorta di condizionamento naturale dovuto all’effetto adiabatico dell’evaporazione.

clip_image002La vaporizzazione e la relativa trasformazione dell’energia termica irradiante sono proporzionali alla grandezza delle particelle d’acqua ed alla ventilazione esistente. Ciò ci spiega infatti il benessere che proviamo nelle vicinanze di una cascata dove l’acqua si rompe in particelle finissime e forma una nebbiolina oppure la gradevolezza della brezza marina dove il vento si unisce alla frammentazione dell’acqua. In entrambi i casi si genera un raffrescamento di tipo evaporativo.

Noi siamo in grado di ricreare artificialmente queste condizioni nei giardini, sotto i gazebi od in tutte le aree all’aperto con un sistema ecologico a basso costo di esercizio: il misting.

clip_image004Se costringiamo infatti l’acqua a sminuzzarsi in goccioline microscopiche e se addirittura le facciamo allontanare tra di loro soffiandoci contro, aumenteremo la superficie d’acqua totale e quindi la sua possibilità evaporativa. Gli impianti che realizziamo “sparano acqua” mediante ugelli nebulizzatori ad una pressione altissima che va dalle 60 alle 100 atmosfere. Le quantità d’acqua necessarie sono molto modeste e partono da mezzo litro al minuto fino ad arrivare a quantità leggermente più sensibili. La pressurizzazione avviene mediante pompe speciali a pistoni ceramici ed utilizzano l’acqua del rubinetto opportunamente filtrata.

Gli impianti di condizionamento naturale sono utilizzati sui terrazzi, gazebi, pergole, ma anche sulle spiagge ed intorno alle piscine oppure addirittura sulle barche. E’ possibile così “abbronzarsi sotto il sole cocente, al fresco di una nebbiolina”. I bar all’aperto possono allietare la loro clientela con un sistema scenografico che attrae sia per la novità che per il fresco evidente. Terrazzi e dehors di alberghi e ristoranti trattengono più a lungo gli avventori per la gradevole sensazione.

clip_image006Questi impianti rappresentano un’assoluta novità per le ns. zone, ma sono ampiamente utilizzati già da anni nelle zone calde della California e della Florida dove il pubblico è già abituato al loro utilizzo. E’ sbagliato però pensare che sotto la brezza artificiale ci si bagni, perché la funzionalità del sistema si basa sulla completa evaporazione dell’acqua e quindi su un meccanismo di gestione intermittente e personalizzato che regola l’erogazione in funzione dell’umidità e della temperatura.

Per preventivi ed informazioni: Umberto Ponzo 338.7538421 info@irrigazioneimpianti.com

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