La distribuzione dell’acqua di irrigazione è affidata a sistemi pressurizzati che con una ripartizione equa e mirata dei punti di erogazione, tende a bagnare omogeneamente le aree verdi.
In passato la realizzazione di un sistema idrico per un giardino, impianto di irrigazione, doveva essere effettuata solo da personale specializzato; infatti si operava con tubazioni metalliche filettate ed era difficile personalizzare un percorso senza essere costretti a continui cambi di direzione ortogonali e relative filettature.
Da circa 20 anni, con l’avvento delle condotte in resina (polietilene e pvc) e dei relativi raccordi a compressione ed incollaggio, l’impiantistica idraulica è alla portata di tutti. Oggi è possibile comprare bobine di tubo nei vari diametri e raccordi a compressione di facile uso che con un minimo di tecnica e manualità consentono a gran parte degli utilizzatori “improvvisati” di portare a termine un lavoro prima ritenuto impossibile.
La tubazione polietilenica o polipropilenica permette di effettuare curve
in pochissimo spazio senza che il flusso ne risenta e limitare al massimo l’utilizzazione di raccordi di giunzione, resiste a tutti fenomeni di ossidazione, non richiede filettature, ma raccordi assemblabili a mano ed è facilmente riparabile in caso di rotture accidentali.
Anche gli apparecchi aspersori hanno subito in un ventennio una grande evoluzione, essi sono passati dal meccanismo di “irrigatore a percussione” a quello ad “irrigatori turbina idraulica” che ha consentito loro la possibilità di operare completamente interrati e con portate d’acqua sempre inferiori. Infatti, essendo il meccanismo di rotazione sigillato e non soggetto al flusso dell’acqua, oltre a diventare oltremodo silenzioso per la mancanza di percussione, ha permesso il completo interramento con notevoli vantaggi dal punto di vista funzionale ed estetico.
Oggi gli irrigatori da giardinaggio sono quasi esclusivamente pop-up, ovvero in stato di riposo sono completamente invisibili sotto il piano campagna e solo quando le condotte sono pressurizzate, fanno fuoriuscire una torretta sulla cui sommità un ugello libera l’acqua. Si dividono in due grandi famiglie: gli statici ed i dinamici, dove i primi si distinguono dagli altri per il fatto che il getto è continuo, mirato in tutte le direzioni e non ruota sul suo asse, ovvero gli statici possono lavorare con una gittata non superiore ai 4 metri ed i dinamici invece fino ad oltre i 15 metri.
Gli statici, in effetti, vengono utilizzati per innaffiare zone strette dove un lancio più lungo sarebbe costretto a dispensare acqua anche in punti indesiderati, ma, stranamente, hanno una precipitazione di gran lunga superiore ai dinamici, per cui non possono essere impiantati sulla stessa condotta, pena una distribuzione eterogenea della pioggia. La differenza di precipitazione si spiega col fatto che quelli a lunga traiettoria hanno un unico getto che con la rotazione riesce a coprire zone circolari o settori di essa e quindi con la stessa quantità d’acqua coprono una superficie maggiore.
La distribuzione degli irrigatori in un impianto di irrigazione su di una superficie, deve tener conto di un fatto molto importante: l’acqua, quando esce dall’ugello, va a cadere con quantità sempre inferiore mano a mano che si allontana dal punto di partenza in quanto essa è formata da innumerevoli “filetti ” che, come due lati di un angolo, lasciano sempre più spazio tra di loro allontanandosi dal vertice; ne consegue che sotto l’irrigatore cadrà più acqua che lontano da esso.
Per limitare questa composita distribuzione bisogna fare in modo che il getto di un apparecchio vada nel limite del possibile a raggiungere la base del suo vicino; solo così sarà possibile pareggiare la caduta d’acqua. Un prato o una pianta risentono in maniera sensibile della variazione di imbibizione del terreno in quanto non è valida l’affermazione che “l’acqua tende ad infiltrarsi lateralmente”. Non bisogna quindi risolvere l’irrigazione di un’area quadrangolare mettendo un solo irrigatore a cerchio completo al centro di essa, bensì sono indispensabili 4 irrigatori a 90° posti ai vertici di essa oppure 4 a 180° al centro dei quattro lati.
Un grosso problema dell’irrigazione è costituito dalle quote d’acqua disponibili e, se con i moderni sistemi ci possiamo accontentare di minime pressioni, molto spesso la portata d’acqua risulta vincolante per molte realizzazioni. A tutti sarà capitato di fare tanti buchi su un tubo di gomma in pressione e di notare che gli zampilli hanno tutti diversa altezza, ma se costringiamo l’acqua ad uscire con minime quantità da ogni buco essa si distribuirà omogeneamente e quindi con zampilli quasi uguali. Lo stesso avviene negli impianti irrigui dove se utilizziamo irrigatori con basse portate la distribuzione si ripartirà equamente (minimizzerà le perdite di carico).
Gli irrigatori a turbina hanno una portata d’acqua molto bassa (comunque regolabile a seconda dell’ugello) e permettono l’utilizzo di basse disponibilità, per cui non sempre risulta necessario disporre di pompe e serbatoi d’acqua, ma si può utilizzare anche il rubinetto di casa.
Se si dovesse irrigare però in una unica soluzione tutta una grande superficie, anche utilizzando aspersori a bassa precipitazione servirebbero grosse disponibilità, ma anche in questi casi la tecnica moderna vi ha posto rimedio: basta suddividere una grande zona in tanti piccoli settori e farli andare uno per volta. A tutto questo servono elettrovalvole e centraline elettroniche, le prime ad intercettare le singole stazioni e le seconde ad organizzarne i tempi di apertura in “cascata” secondo durate e frequenze programmabili. Tali meccanismi funzionano a bassa tensione (24V) quindi non rappresentano pericolo per scariche vaganti e sono affidabilissimi per la tecnologia raggiunta.
Questi sistemi, come ampliamente illustrato, sono sì alla portata di tutti, ma non bisogna dimenticare però che è sempre auspicabile rivolgersi a dei professionisti la cui specializzazione evita indesiderati problemi, essi conoscono tutti gli imprevisti possibili cui si può andare incontro e quale sarà lo sviluppo futuro delle essenze vegetali, sanno, cioè, personalizzare l’impianto in funzione delle necessità del committente e rappresentano un punto di riferimento stabile per ogni specifica occorrenza legata all’irrigazione.
Gardenstudio Napoli impianti di irrigazione
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