tratto da “Manuale per tecnici del Verde Urbano”.
INTRODUZIONE ALLE POTATURE:
Così come le lettere dell’alfabeto, opportunamente abbinate fra loro, ci consentono di parlare ed “esprimerci”, così le tecniche ed i tipi di potatura, opportunamente combinati fra loro, consentono al potatore di “esprimere” la propria professionalità realizzando corretti interventi cesori nel rispetto delle esigenze dei vegetali e dell’habitat in cui sono posti a dimora.
I concetti generali di potatura che verranno sviluppati riguardano le specie ornamentali in senso lato con un approfondimento particolare verso le tecniche cesorie applicate alle specie di più comune impiego nel verde urbano.
Nell’ambito delle coltivazioni legnose ornamentali, almeno due aspetti devono essere tenuti in considerazione per applicare al meglio i criteri di potatura:
- I gruppi con caratteristiche omogenee, in cui è possibile suddividere le specie ornamentali;
- L’ubicazione dei soggetti che necessitano di potatura.
Il primo aspetto permette di suddividere le specie ornamentali in tre grandi gruppi:
- alberi a foglia caduca;
- alberi sempreverdi: latifoglie e conifere;
- arbusti a foglia caduca e persistente.
Come si vedrà, ognuno di tali gruppi richiede interventi di potatura ben determinati e spesso sostanzialmente diversi fra loro.
Il secondo aspetto relativo all’ubicazione dei soggetti da potare assume particolare importanza per le specie arboree. Infatti i concetti di seguito analizzati, pur ispirandosi generalmente al rispetto del portamento naturale delle diverse specie ed alla limitazione degli interventi cesori ai casi di stretta necessità, sono indirizzati prevalentemente alla manutenzione delle alberate stradali dove, a causa dei vincoli urbani esistenti, è necessario intervenire in modo più complesso ed articolato.
Considerato infine:
- l’elevato numero di specie rientranti in ciascun gruppo precedentemente citato;
- il diverso modo che ogni singola specie ha di estrinsecare ì propri valori estetici ed ornamentali;
- il diverso portamento naturale che caratterizza ogni soggetto;
- si è ritenuto opportuno affrontare il tema della potatura facendo riferimento a tre grandi gruppi di specie ornamentali:
- Alberi a foglia caduca: con approfondimento delle tecniche e dei criteri generali di potatura riferiti in particolare alle alberate urbane.
- Alberi sempreverdi: (latifoglie e conifere) con riferimento ai criteri generali ed alla manutenzione del patrimonio arboreo di parchi collinari ed aree boscate.
- Arbusti: con riferimento ai criteri generali, ed approfondimento per le specie di uso più comune all’interno dei vari sottogruppi di appartenenza.
POTATURA DEGLI ALBERI ORNAMENTALI SPOGLIANTI - Finalità della potatura.
In generale la potatura, intesa nella sua accezione moderna, ha perso il suo antico carattere di “arte”, per diventare oggigiorno una operazione di tecnica colturale basata su precise nozioni scientifiche.
Lo scopo principale che si vuole ottenere con la sua applicazione è quello di regolare l’attività vegetativa in funzione della produzione nelle piante da frutto, oppure del valore estetico-funzionale (ornamentale) in quelle ornamentali.
In particolare, per quanto riguarda l’ambiente urbano, essa deve essere finalizzata al conseguimento di alcuni obiettivi come:
- favorire la longevità della pianta;
- mantenere il più possibile il portamento scelto (naturale o in forma obbligata);
- risolvere problemi di stabilità, verticalità ed ingombro;
- rimuovere focolai di infezione, soprattutto fungina.
Inoltre, nel rispetto degli scopi primari che si prefigge la gestione del verde urbano, è importante che le operazioni di potatura mirino innanzitutto alla rimozione dei possibili rischi verso i fruitori (schianti, cadute, ecc.) attraverso la eliminazione sollecita dei rami secchi e delle branche cariate, nonché ad assicurare la massima longevità possibile delle piante evitando loro per quanto possibile mutilazioni immotivate della chioma.
A fronte di quanto finora esposto, risulta evidente come, pure essendo teoricamente dimostrabile che una pianta non potata vive più a lungo di una potata, purtroppo in città l’albero ornamentale non sempre può essere lasciato crescere spontaneamente.
Esso infatti deve essere “guidato” e impostato affinché riesca a vegetare in un ambiente atrofizzato ed inquinato qual è quello urbano, caratterizzato da investimenti con sesti di impianto ravvicinati, piante deperite e senescenti, uso di varietà a grande sviluppo in ambienti ristretti, traumi e vincoli dovuti al traffico ed alle esigenze della vita cittadina.
A conferma di quanto esposto, è importante ricordare che il termine “potare” non deve essere erroneamente considerato come analogo di”tagliare” o “sbrancare”, ma va inteso come quel complesso di interventi compiuti sulla chioma, aventi lo scopo di assecondare o modificare se necessario la naturale tendenza dell’albero, per indirizzarla al raggiungimento degli obiettivi richiesti dall’habitat urbano e descritti precedentemente.
Operazioni di potatura
Le operazioni di potatura sono le tecniche elementari che il potatore sceglie e combina più opportunamente fra loro per attuare i diversi tipi di intervento.
Tali operazioni sono rappresentate da:
- spuntatura
- speronatura
- diradamento
- taglio di ritorno
Per esemplificare i concetti entreremo nel merito delle singole operazioni di potatura descrivendo innanzitutto in cosa consiste l’intervento e poi quali effetti fisiologici produce sulle piante.
E’ importante precisare come, a parità di legno asportato, ognuna delle quattro operazioni di potatura non produce effetti identici ma determina una differente reazione del vegetale.
Gli schemi seguenti illustrano, le operazioni descritte nel testo, il quarto il risultato della loro combinazione nell’intervento complessivo di potatura.
SPUNTATURA
Si tratta di un’operazione con la quale, intervenendo sulla parte apicale di un ramo o di una branca, si asporta una ridotta quantità di legno (taglio lungo).
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