Archive for Giugno, 2006

Giugno 17th 2006

Stagionalità dei lavori di giardinaggio

Rispondo all’amico che mi parlava di stagionalità del suo lavoro nell’agroalimentare.

Purtroppo la mia attività (parlo della costruzione dei giardini e degli impianti di irrigazione) soffre moltissimo dei problemi legati all’epoca di realizzazione, essa inizia a fine aprile, si limita notevolmente dopo agosto e si interrompe del tutto a novembre.

Anche se la mia clientela sa benissimo che avrà necessità nei mesi estivi dell’oggetto della mia attività, si riduce comunque a farmene richiesta esecutiva solo alla vigilia del bisogno, se non proprio durante lo stesso. A nulla è valsa la politica  prestagionale nella quale prometto un sensibile quanto invitante abbassamento dei costi : il 60 % della clientela è capace di contattarti anche due o tre giorni prima della partenza per le vacanze.

Tutto ciò porta ad un superlavoro estivo ed alla classica “grattata di pancia” invernale, tenendo presente che comunque gli impianti realizzati nel periodo di lavoro devono essere per forza di cose di numero limitato e si vanno comunque ad unire ad un necessario lavoro di manutenzione a cui non ci si può certamente esimere.

Al danno si unisce la beffa in quanto per una questione squisitamente etica, alla quale non ci va di derogare, a volte è necessario declinare lavori più convenienti dal punto di vista economico per poter rispettare il rapporto instaurato con clienti di vecchia data.

Non ci rimane quindi che trovare un’attività di complemento che, però, abbia un carattere di staginalità “al contrario”, ma vendere ombrelli o pellicce …è un pò distante dalla ns. attività! 

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Giugno 15th 2006

Le erbe infestanti del prato

Per erbe infestanti si intendono tutte quelle specie che non sono state seminate volutamente in quanto consi­derate indesiderate; l’inconveniente più appariscente che queste piante provocano nei tappeti erbosi è rappresentato dall’interruzione dell’uniformità superficia­le sia nell’aspetto cromatico che nella tessitura. Inoltre le infestanti possono prevalere progressivamente sulle essenze `buone’ sottraendo loro spazio, umidità, sostanze nutritive e luce. In alcuni casi favoriscono addi­rittura la diffusione di parassiti animali e vegetali.

Queste erbe si moltiplicano spontaneamente mediante semi, rizomi, bulbi, parti di radici, stoloni; resistono bene a condizioni climatiche sfavorevoli (siccità, tem­perature elevate o basse, ecc.); si adattano a un’ampia gamma di caratteristiche ambientali e pedologiche; producono numerosi semi che mantengono a lungo il potere germinativo; in genere si propagano rapida-mente.

Nel terreno si trovano numerosi semi di infestanti (anche 400/500 000 ogni m2) che vi giungono attraverso vari canali di diffusione: il vento, gli uccelli, le acque di irrigazione, il letame, la terra, le sementi, i macchinari, l’uomo e gli animali domestici. Lo sviluppo e la diffusione delle malerbe sono comunque in generale fa­voriti da una manutenzione trascurata (concimazioni inadeguate, annaffiature scarse e tosature sporadiche). In mancanza delle cure necessarie a rendere vigorose e competitive le essenze buone, si formeranno zone dira­date nelle quali si insedieranno le infestanti.

Le erbe infestanti dei tappeti erbosi si dividono in due grandi gruppi:
a ‘foglia larga’: non appartengono alle graminacee e sono per lo più perenni; se numerose conferiscono un aspetto disordinato e poco apprezzabile;

a ‘foglia stretta’: appartengono alle graminacee, e pos­sono essere annuali o perenni. Quelle annuali sono si­mili alle `buone’ erbe da prato, però sono considerate infestanti perché hanno un andamento disordinato e un aspetto grossolano dovuto alle foglie più larghe e ai fusti più consistenti. Si diffondono rapidamente grazie a una cospicua produzione di semi che dura fino all’au­tunno avanzato; ai primi freddi le piante ingialliscono e muoiono lasciando sul terreno aree nude e desolate che dovranno essere rastrellate e traseminate.

Le mi­gliaia di semi che depositano germineranno nella pri­mavera successiva. In tal modo riescono quasi sempre a prevalere sulle graminacee costituenti il tappeto erbo­so rovinandolo irrimediabilmente. Quelle perenni di­ventano deturpanti solo in climi freddi a causa dell’in­giallimento autunnale dovuto al calo di temperatura.

Garden Studio Napoli

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Giugno 14th 2006

Piccole riparazioni al prato

Come effettuare piccole riparazioni al prato:

  • Due passaggi incrociati in modo da non tralasciare nessun punto; in alternativa ai motoarieggiatori, soprattutto per aree estese e per im­pianti sportivi, si effettua una bucatura.
  • Rastrellare con cura la superficie per togliere ogni re­siduo.
  • Seminare, possibilmente con uno spandiconcime per avere uniformità; per questa operazione esistono in commercio appositi miscugli per rigenerazione che hanno il vantaggio di contenere specie a crescita rapida che formano una superficie fitta e robusta; nella scelta occorre comunque considerare le essenze presenti nel vecchio prato ed evitare varietà grossolane a meno che non compaiano nel miscuglio precedentemente usato; la dose di semente da usare deve essere sufficiente per ottenere una buona densità di piantine (20-25 kg ogni 1000 m2).
  • Distribuire un buon concime leggermente azotato e preferibilmente di quelli a lento effetto. Per questa operazione usare preferibilmente uno spandiconcime;
  • Coprire con uno straterello di torba o terriccio in mo­do da proteggere il seme da un’eccessiva evaporazione e dagli uccellini. Si può anche usare torba mista a sab­bia (per ogni balla di torba si usano 0,5 m3 di sabbia). La dose di terriccio da distribuire è di circa 2 m3 ogni 1000 m2; per la torba sono sufficienti 4-6 balle ogni 1000 m2.
  • Rastrellare leggermente per regolarizzare la distribu­zione della torba o del terriccio.
  • Rullare tutta la superficie per far aderire il seme al terreno.
  • Annaffiare regolarmente tutti i giorni; se l’andamen­to stagionale particolarmente favorevole aiuta con fre­quenti piogge si può evitare di annaffiare ricordandosi però che la superficie del terreno deve essere sempre umida per favorire la germinazione dei semi e il radicamento. Dopo circa 20-30 gg il prato sarà nuovamente in ottime condizioni.

L’innaffiamento regolare lo si può ottenere anche mediante irrigazione automatica e controllata, con un impianto di irrigazione efficiente e ben progettato, il risultato sarà certamente più semplice da ottenere come la distribuzione e il  razionamento dell’acqua per tutta la superfice da trattare.

Ponzo Umberto

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Giugno 13th 2006

Cura del prato

RISEMINA E TRASEMINA

Qualora sul prato si formassero delle chiazze prive di erba è bene procedere a una risemina. I mesi più adatti per intervenire sono marzo e settembre, ma è possibile seminare anche ad aprile, maggio e ottobre.

Questa operazione serve per riformare l’erba in zone molto calpestate, o dove le graminacee sono morte in seguito ad attacchi parassitari, o ancora dove sono state sopraffatte dalle infestanti. Prima di procedere è bene accertarsi, se possibile, di aver eliminato la causa del di­radamento.

La successione delle operazioni da fare è la seguente: lavorare il terreno con una vanga forca e sminuzzarlo, incorporando torba e terriccio concimato; Spianare e rullare fino a portare il terreno al livello circostante; Distribuire la semente che deve essere uguale o simile all’erba presente; coprire con un leggero strato di terriccio per favorire la germinazione; Rastrellare; Rrullare; Annaffiare regolarmente in mancanza di precipitazioni.

Dopo circa 10-15 giorni nascerà l’erba. in alternativa alla risemina le piccole aree diradate pos­sono essere inerbite mediante la messa a dimora di piote o di zolle erbose, facendo attenzione che siano della stessa specie di cui è costituito il prato. Si procede in questo modo: circoscrivere la zona incidendo un rettangolo tutto attorno; asportare la zolla da sostituire; lavorare il terreno con una forca e incorporare un po’ di concime; trapiantare la nuova zolla, facendo penetrare nei punti di giunzione un miscuglio di terra, torba e sabbia; infine annaffiare.

Nel caso che l’erba sia solo diradata ed il terreno non presenti gravi problemi strutturali, è sufficiente effettuare una trasemina: Tosare molto basso; seminare un miscuglio uguale all’erba presente; spargere un `velo’ di terriccio fine per coprire i semi; annaffiare regolarmente in mancanza di pioggia. La trasemina è anche effettuabile subito dopo la bucatura inserendo i semi nei vari fori.

Per:
Garden Studio impianti di irrigazione Napoli
Ponzo Umberto

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Giugno 9th 2006

Elementi decorativi del giardino

Elemento decorativo giardinoGli elementi decorativi del giardino non dovrebbero essere un’aggiunta secondaria o un’inutile elaborazione:

se si pensa di utilizzarli, vanno presi in esame sin dai primordi della progettazione del giardino. Le foglie cadono, i fiori sbocciano e poi appassiscono, ma gli elementi decorativi del giardino occupano il loro spazio per dodici mesi all’anno.
Per chi può permettersi le antichità ci sono commercianti specializzati che vendono ogni tipo di elementi decorativi e ornamenti per il giardino.

Esistono anche delle buone riproduzioni di sculture e le migliori sono quelle vendute con un preciso riferimento alla fonte d’origine e al luogo in cui essa si trova. Questo genere di articoli sono costosi, ma sovente molto belli; a volte si possono scovare presso demolitori o rigattieri, ma in linea di massima la scelta si limita a quanto è reperibile in commercio.

Fare molta attenzione alle sculture ornamentali, attenendosi di preferenza alle forme semplici, come palle, obelischi e pigne; anche questi possono essere riprodotti, perciò se non si è sicuri, chiedere il parere di un amico che se ne intenda.
I giardini piccoli non necessitano in genere di più di un solo elemento decorativo e qualsiasi ripetizione avrà l’effetto di un camposanto.

Decorazione giardinoQuell’unico elemento esornativo sarà quasi immancabilmente il punto focale e sarà soggetto a un esame dettagliato perché non c’è spazio per indulgere sugli artifici visivi possibili dove il visitatore non è in grado di avvicinarsi all’oggetto. Considerare questa decorazione come un investimento e spendere tanto quando si spenderebbe per un elettrodomestico da cucina, con la sola differenza che l’elemento decorativo non dovrà mai essere sostituito.

Due ornamenti in uno spazio ristretto dovrebbero essere una coppia, come due obelischi ai lati di un sedile. Le dimensioni sono di estrema importanza; gli elementi decorativi piccoli possono essere posti su un basamento che li rialzi e conferisca loro importanza; gli ornamenti eccessivamente grandi hanno un aspetto ridicolo.

Tagliare innanzitutto una sagoma di cartone e provarla in giardino. Non stupirsi se un elemento decorativo andrà poi a finire in un posto diverso da quello previsto: ci vogliono spesso un paio d’anni perché la composizione del giardino prenda forma.

Evitare ornamenti di qualità scadente o di tinte poco naturali con colori a calce nelle fessure a imitazione dello sporco. Una delle gioie della creazione di un giardino è veder invecchiare l’elemento decorativo, un processo che può essere accelerato versandoci sopra latte acido.

Umberto Ponzo

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Giugno 9th 2006

Serre e coltivazioni protette

La produzione italiana di fiori ed ortaggi fuori stagione ha assunto una importanza sempre maggiore per il crescente assorbimento che questi prodotti trovano su tutti i nostri mercati, specie su quelli dei grandi centri urbani.

Questa maggiore richiesta, per quanto riguarda gli ortaggi, è originata dal più elevato tenore di vita e quindi dal tipo di alimentazione più ra­zionale, che, attraverso una appropriata conoscenza dei valori nutritivi, induce a consumarli anche in quei periodi dell’anno in cui spuntano prezzi piuttosto elevati. Fino a non molti anni fa, la domanda di ortaggi fuori stagione era limitata al pomodoro; oggi invece molti altri prodotti ortivi, anticipati o ritar­dati, trovano ovunque un buon assorbimento.

Fra questi il peperone, lo zucchino, la melanzana, il cetriolo, il melone, i fagiolini e, seppure in quan­titativi minori, anche molti altri. Per le produzioni floricole si riscontra un fatto analogo. La domanda di fiori e piante ornamentali è oggi piuttosto notevole e non è più, come un tempo, prevalentemente concentrata in certi periodi dell’anno.

I fiori e le piante ornamentali, trovano oggi un interesse crescente es­sendo sempre più largamente destinati a rallegrare ed abbellire la casa, anche la più modesta. Quanto accennato circa la domanda di prodotti ortofloricoli precoci e tardivi, considerando che l’offerta ‘di tali prodotti coltivati in piena aria è invece molto variabile nel corso dell’anno per il mutevole andamento stagionale ed accidentale delle condizioni climatiche e che, inoltre, la produzione in pieno campo è solo conseguibile nelle zone ad inverno mite, fa intravvedere immediatamente la convenienza ad attuare coltivazioni extrastagionali, e quindi in serra, o più genericamente « protette » o « for­zate ».

Tale convenienza comincia a manifestarsi anche nel settore della frutta ed in particolare in quello dell’uva da tavola. Ciò sta avviando, analo­gamente a quanto si è già verificato in altri Paesi europei, lo sviluppo di una frutticoltura forzata anche in Italia.

Le condizioni climatiche favorevoli in molte zone del nostro Paese, e le temperature invernali relativamente elevate che in esse si riscontrano, rappresentano altrettanti fattori che favoriscono la tendenza ad intensificare in Italia le coltivazioni protette. La forzatura e la difesa dalle avversità climatiche delle coltivazioni orto-floricole si attua con mezzi diversi, che comprendono l’adozione di parti­colari apprestamenti colturali (rincalzature), irrigazioni antibrina o anti-gelo, somministrazione di letame o di altre sostanze organiche fermente­scibili, disposizione del terreno in coste o costiere, ecc.), l’impiego di sem­plici difese (frangiventi di vario genere, ripari anti-vento, coperture provvi­sorie realizzate con materiali ,di diversa natura, pacciamatura del suolo, protezione antigrandine, ecc.), nonchè l’utilizzazione di speciali impianti.

Questi possono essere costituiti dai modesti lettorini o cassoni, freddi o riscaldati con mezzi diversi, fino alle serre di vario tipo, nelle quali può essere previsto, oltre al termocondizionamento, anche la regolazione delle condizioni igrometriche e di illuminazione. La complessità e l’efficienza dei mezzi di forzatura e di difesa che si adottano stanno in rapporto sia all’entità dei fattori climatici avversi dai quali è necessario difendere la coltivazione, sia alle maggiori o minori esigenze che la pianta coltivata presenta anche in relazione al tipo di prodotto che da essa si intende ot­tenere.

E’ ovvio che la scelta del mezzo di forzatura e di difesa più idoneo, oltre che in base a fattori tecnici, dovrà essere effettuata anche in base a rigorose valutazioni economiche. IRRIGAZIONE delle serre L’ Irrigazione nelle serre non è un problema di particolare difficoltà e non comporta forti spese ed impiego di manodopera per la modesta entità delle superfici da irrigare.

Anche per grandi estensioni, l’installazione di impianti di irrigazione più complessi e perfezionati, suscettibili di elevata automazione, non com­porta una spesa sensibile rispetto a quelle di costruzione dell’intera serra. Per dimensionare convenientemente un impianto di irrigazione per una serra, è necessario conoscere innanzitutto la portata di acqua occor­rente. A questo proposito si ritiene comunemente che i consumi idrici in serra siano più ridotti di quelli che si hanno per una determinata coltura in piena aria.

Tale osservazione può ritenersi attendibile per un certo periodo del ciclo vegetativo, tuttavia, in sede di bilancio idrico consuntivo, si perviene a valori piuttosto elevati. E’ ovvio che le quantità di acqua occorrenti variano in rapporto alle con-dizioni di coltura (serre con copertura in vetro o in plastica, riscaldate o no) e del terreno, ma soprattutto delle specie vegetali coltivate. Vi sono specie che presentano consumi idrici unitari variabili intorno a valori mol­to modesti, come certe colture floreali (rose, garofani); per altre, invece, come talune ortive, tali consumi sono assai elevati. II massimo fabbisogno idrico giornaliero nelle tone a maggiore radia­zione solare non supera i 12 mm al giorno, equivalenti a 12 litri d’acqua per mq. Questo valore corrisponde ad una portata di circa 1,4 litri al secondo per ettaro. In pratica, per colture di medie esigenze, si supera di poco il litro/secondo per ettaro.

Tenendo conto che l’impianto irriguo di una serra in pratica funziona solo qualche ora al giorno, sarà necessario dimensionarne la portata effet­tiva in modo da consentire l’erogazione dell’intero fabbisogno idrico gior­naliero nel volgere del limitato periodo di tempo previsto. Evidentemente nelle zone dove l’acqua scarseggia, occorrerà assicurarne la disponibilità continua mediante appositi serbatoi, il cui volume mi­nimo dovrà essere pari al fabbisogno almeno dell’intera giornata.

 Questo sistema offre alcuni vantaggi, fra cui:

  • minimo consumo di acqua
  • razionale irrigazione anche di piante in vaso
  • possibilità di praticare la fertirrigazione aggiungendo all’acqua
  • un apposito dosatore automatico, la necessaria quantità di fertilizzante.

Anche l’irrigazione come tutte le altre operazioni colturali e di climatiz­zazione, può essere automatizzata con l’impiego di umidostati e tensio­metri che, opportunamente tarati, comandano l’azionamento o il disinnesco dell’impianto irriguo appena il grado di umidità del terreno lo richieda. Quindi con idonei impianti a goccia è possibile intervenire con più bassi costi nell’irrigazione delle serre; infatti le acque di irrigazione disponibili, specialmente nelle zone meridionali, hanno un alto costo di utilizzo per la limitata disponibilità che però possono essere sfruttate totalmente e senza sprechi con la micro dissipazione, ovvero facendo si che la pianta sfrutti tutta l’acqua esistente evitando o limitandone la percolazione.

Umberto Ponzo 

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Giugno 9th 2006

Garden Studio Napoli - potatura degli alberi e degli arbusti ornamentali

La potatura degli alberi e degli arbusti ornamentali
(Alessandro Chiusoli)
Gli alberi ornamentali, in generale, non necessitano di periodiche potature, se non in casi particolari, dovuti principalmente a motivi di sicurezza del traffico o delle persone, ed al fatto che molte specie arboree hanno un naturale sviluppo non compatibile con l’esiguo spazio a disposizione in ambiente urbano. In quest’ultimo caso la potatura periodica ha lo scopo di contenere le piante entro modelli spaziali artificiali.

In frutticoltura ed in floricoltura (rose e arbusti) la potatura è invece necessaria per motivi ben precisi, volti ad ottenere una produzione di frutta e fiori qualitativamente equilibrata, commerciabile, redditizia. Evidentemente gli alberi cosiddetti ornamentali, che non devono fornire produzioni bensì esplicare funzioni igienico-sanitarie, non vanno trac secondo le esigenze delle piante da frutto, ma secondo altre, e cioè le funzioni igienico sanitarie ed anche altre di tipo estetico-ricreati di arredo e di miglioramento generale dell’ambiente urbano.

potature in città

In relazione a tutto ciò si può affermare che il verde in città si dovrebbe valutare in termini di efficienza, e che la maggiore o minore efficienza del verde è correlata alla presenza del maggior numero possibile di fo sugli alberi e arbusti.
Di conseguenza si può affermare che ogni intervento che riduca la tale superficie fogliare presente su un albero senza un valido motivo, andrebbe evitato accuratamente.

Pertanto sugli alberi ornamentali adulti gli interventi di potatura devono avere carattere di straordinarietà e ridursi alla eliminazione dei rami che costituiscono intralcio al traffico veicolare o di quelle branche  minate da attacchi parassitari, diventano suscettibili di improvvise cadute sotto il peso di carichi accidentali (neve, vento, ecc.); in quest’ ultimo caso si rendono necessari poi interventi di dendrochirurgia o come si diceva un tempo di slupatura.

A volte si rendono necessari interventi di potatura che sarebbero superflui se l’impianto fosse stato progettato e realizzato scegliendo le specie più adatte e rispettando le esigenze delle singole specie. Infatti, molto spesso  le piante sono messe a dimora troppo fitte tra loro e troppo vicine alle case e pertanto, occorre intervenire con potature frequenti per impedire agli alberi di toccare le case.

Quando si verificano queste condizioni è spesso più conveniente diradare parte delle piante abbattendole o trapiantandole, per dare alle rimanenti la possibilità di svilupparsi in uno spazio maggiore con minori problemi sia di ordine biologico, sia per agevolare chi deve effettuare la manutenzione. Quando si verificano questi casi il tecnico del verde deve approfittare di tutte le occasioni per diradare gli alberi e per sostituirli con specie più adatte, di minore sviluppo. In particolare occorre evitare un ulteriore errore costituito dalla consuetudine di sostituire piante morte con piante della stessa specie e varietà, anzichè con piante appartenenti a specie e varietà più adatte al luogo.

Garden Studio Impianti di irrigazione

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Giugno 7th 2006

Progettare Giardini

Se consultiamo le pagine gialle o delle pubblicazioni simili, noteremo che molte ditte si propongono in quanto abili alla progettazione giardini.

Giardino prima dell'intervento Garden Studio per il ripristino dell'area verde
Area verde prima dell’intervento di recupero.

In pratica gli addetti del settore molto spesso dispongono di un piccolo vivaio con un assortimento limitato di piante e mascherandosi dietro una supposta capacità di progettazione, acquisiscono una clientela a cui propinano sempre le stesse soluzioni, vale a dire sole le piante di cui dispongono e che per loro rappresentano la massimizzazione dell’utile.

Nel 45 % delle richieste per il giardino le piante infatti vengono reperite in realtà vivaistiche di maggiore dimensione. In qualche caso questi vivai non hanno una denominazione ben visibile e vengono spacciati per succursali della ditta, per cui la committenza si fa un’idea sproporzionata della realtà di chi si occupa di giardinaggio.

Oltre l’immagine apparente, però, esiste una “sostanza” evidente ed il cliente se ne renderà conto facilmente allorquando chiederà risposte più professionali. La stessa improvvisazione è possibile ritrovare allorquando lo stesso minivivaista si proporrà per la realizzazione di impianti di irrigazione, non basta un esperto idraulico a tener conto degli sviluppi futuri delle piante o della necessità idrica delle stesse, è bensì necessario che la gestione di un giardino o della sua impiantistica venga programmata da esperti specifici .

Così diventa necessario affidarsi per quanto attiene gli impianti di irrigazione a dei veri professionisti, meglio ancora se anche addetti all’assistenza Toro marchio leader del settore.

Giardino dopo l'intervento di recupero dell'area vedre di Garden Studio Napoli
Area verde dopo intervento di recupero ad opera della Garden Studio Napoli

Umberto Ponzo

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