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Ottobre 18th 2006

Rigenerazione del prato, come fare la manutenzione del manto erboso

Dopo un certo periodo un prato può degradarsi e assu­mere un aspetto trascurato con la superficie erbosa di­radata, ingiallimenti in vari punti e diverse aree brulle.

Questo inconveniente è dovuto a svariati motivi: ecces­siva compattazione in seguito a calpestio, annaffiature, passaggio dei macchinari, invasioni di infestanti o attacchi parassitari estesi, siccità prolungata, ecc. Per ov­viare a tutto ciò è necessario ricostituire una struttura del terreno che garantisca una buona aerazione e riportare il livello della fertilità a valori adeguati.

La rigenerazione consente il rinnovo di un prato rado e impoverito senza rifarlo completamente; rispetto al rifacimento i ecc.), la composizione e la struttura del terreno equili­brate (se cioè si può evitare l’aggiunta di torba, letame, correttivi, ecc…) e infine una certa regolarità del livello del prato. Vediamo ora le operazioni da effettuare per una corretta rigenerazione:

  1. tosare l’erba più bassa possibile, preferibilmente con un tosaerba provvisto di cestello o raccogliendo succes­sivamente lo sfalcio con un rastrello;
  2. arieggiare e asportare il `feltro’ che impedirebbe al seme di arrivare a contatto con il terreno: è necessario un arieggiatore manuale, detto anche rastrello a coltel­li, per le piccole superfici ; oppure un `motoa­rieggiatore’ per le aree più grandi; quest’ultimo viene normalmente noleggiato da tutti i negozi di giardinag­gio; consigliamo di effettuare due passaggi incrociati in modo da non tralasciare nessun punto; in alternativa ai motoarieggiatori, soprattutto per aree estese e per impianti sportivi, si effettua una bucatura;
  3. rastrellare con cura la superficie per togliere ogni re­siduo;
  4. seminare, possibilmente con uno spandiconcime per avere uniformità; per questa operazione esistono in commercio appositi miscugli per rigenerazione che hanno il vantaggio di contenere specie a crescita rapida che formano una superficie fitta e robusta; nella scelta occorre comunque considerare le essenze presenti nel vecchio prato ed evitare varietà grossolane a meno che non compaiano nel miscuglio precedentemente usato; la dose di semente da usare deve essere sufficiente per ottenere una buona densità di piantine (20-25 kg ogni 1000 m2);
  5. distribuire un buon concime leggermente azotato e preferibilmente di quelli a lento effetto. Per questa operazione usare preferibilmente uno spandiconcime;
  6. coprire con uno straterello di torba o terriccio in mo­do da proteggere il seme da un’eccessiva evaporazione e dagli uccellini. Si può anche usare torba mista a sab­bia (per ogni balla di torba si usano 0,5 m3 di sabbia). La dose di terriccio da distribuire è di circa 2 m3 ogni 1000 m2; per la torba sono sufficienti 4-6 balle ogni 1000 m2;
  7. rastrellare leggermente per regolarizzare la distribu­zione della torba o del terriccio;
  8. rullare tutta la superficie per far aderire il seme al terreno;
  9. annaffiare regolarmente tutti i giorni; se l’andamen­to stagionale particolarmente favorevole aiuta con fre­quenti piogge si può evitare di annaffiare ricordandosi però che la superficie del terreno deve essere sempre umida per favorire la germinazione dei semi e il radicamento. Dopo circa 20-30 gg il prato sarà nuovamente in ottime condizioni.

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