Gennaio 19th 2008
Il drenaggio nei giardini, nelle fioriere e nei terrazzi pensili.
Un terreno “franco” o di medio impasto possiede caratteristiche litologiche intermedie dove nessuno dei componenti fondamentali tende a prevalere nettamente.
La sabbia si mantiene su valori medi ed il limo e l’argilla sono discretamente rappresentati. Può manifestarsi una più spiccata prevalenza di un componente sugli altri: si ha allora un terreno franco-sabbioso, o o francoargilloso.
Se contengono una buona dose di calcare, di humus e di sostanze organiche, hanno spiccata fertilità ed attitudine ad essere coltivati. Se la frazione di sabbia si mantiene in un 50% ed il limo e l’argilla rispettivamente nel 30 e 15 %, l’acqua meteorica e quella di irrigazione saranno trattenute nella giusta quantità e quella in eccesso avrà la possibilità di allontanarsi per gravità verso gli strati sottostanti; se invece la sabbia ed il limo saranno presenti per un 30% ciascuno e l’argilla, quindi, oltre tale quantità i problemi di ritenzione idrica si evidenzieranno negativamente in quanto si avranno notevoli ed evidenti ristagni d’acqua.
E’ chiaro che la dotazione di humus se non inferiore al 4-5 % potrà mediare fenomeni di ritenzione come quelli di ruscellamento, ma non è difficile che anche buoni substrati possano degenerare e si debba comunque intervenire con un opportuno ammendamento.
Nel caso di siti dove la quantità di terreno è esigua come nelle fioriere e nei giardini pensili è doveroso, oltre che intervenire con un buon mezzano impasto, dotare l’impianto di un buon drenaggio. L’acqua che ristagna appesantisce ogni manufatto, crea situazioni di asfissia e determina spesso il fallimento delle piante che coltiviamo.
Il sistema più semplice per evitare l’accumulo indesiderato di acqua si basa sull’utilizzo di materiali inerti leggeri posti nel fondo della struttura, generalmente è sufficiente un 20 % in altezza di argilla espansa o pomice, ricoperti da un tessuto filtrante che eviti la contaminazione del terreno di coltivo, ovvero gli interstizi vuoti lasciati dall’inerte potrebbero essere occupati da una fase minuta di terra e quindi vanificare l’effetto drenante. 
Con una spesa sensibilmente superiore oggi si usa stendere un materassino di drenaggio (stuoia drenante) costituito da uno strato di fibra di cocco contenuto a sandwich tra due tessuti-non-tessuti ( geotessile, T.N.T.), posti in modo da far defluire i flussi idrici di eccesso verso un tubo drenante od una caditoia. Materassini ed inerti vanno posizionati sempre su una guaina in resina che rappresenta lo strato impermeabile a difesa dei manufatti di contenimento che ha la non secondaria azione di opporsi ai movimenti esplorativi delle radici.
Technorati Tags: irrigazione, humus, stuoia drenante, geotessile
Il problema del raffreddamento delle aree esterne non sempre è sentito, in quanto l’umidità della notte e le brezze sono spesso di aiuto, ma sono sempre più frequenti quelle serate in cui si respira perfino a fatica e non bastano decine di fazzoletti ad asciugare tutto il sudore prodotto.
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