Settembre 12th 2009 04:59 pm
PUNTERUOLO ROSSO DELLE PALME profilassi e cura
Navigando per la rete in cerca di novità circa la lotta al punteruolo rosso delle palme, è facile cadere nello sconforto dati i modesti risultati palesati da alcuni tecnici. Si respira un’aria fatale di impotenza se non addirittura di resa assoluta.
Io non sono assolutamente d’accordo con chi ritiene che non ci sia rimedio e che non siano stati raggiunti risultati degni di nota. Non so per quale oscura ragione non si dia risalto ai sistemi di lotta che hanno preservato e continuano a preservare moltissimi esemplari e perché non si sviluppi la ricerca nelle direzioni più ottimistiche e soprattutto perché non se ne dia informazione.
Personalmente ho trattato oltre un centinaio di esemplari accusando defaillances solo per quelli il cui stato di infestazione era già irrimediabilmente compromesso già all’inizio della cura; posso affermare con notevole orgoglio di essere riuscito a salvare diversi esemplari in cui l’attacco era all’ inizio e preservato la quasi totalità degli altri cui ho avuto la possibilità di attuare una continua ed attenta profilassi. Per fortuna condividendo le esperienze con i colleghi impegnati nella stessa lotta ho scoperto di non essere il solo ad aver ottenuto risultati così confortanti, anzi ho riscontrato un certo parallelismo dei mezzi utilizzati; mi riferisco all’iniezione endoterapica di presidi sistemici coadiuvata da trattamenti aspersori mirati alla parte aerea dei phoenix.
E’ probabile che la profilassi sia stata generalmente frenata dai i costi che comporta la frequenza degli interventi (ogni 40 – 60 gg) sugli esemplari difficilmente raggiungibili per l’altezza della chioma, ma ciò comunque non spiega come possa esserci un impedimento anche per le piante di altezza inferiore ai 7 metri che sono oggettivamente le più rappresentate. Le palme più basse e tantissime altre sono facilmente raggiungibili da un getto irrorante non aspersivo lanciato da una pompa a stantuffo o da una moto-irroratrice; tutte le altre necessitano del posizionamento di una tubazione fissa in polietilene di piccolo diametro che spruzza nella sua parte superiore ed il costo si limita alla sola istallazione in quota.
L’intervento esterno deve essere mirato esclusivamente alla base dell’inserzione fogliare senza creare nebulizzazione, in questo modo la deriva è del tutto trascurabile ed anche l’eventuale utilizzazione di un presidio più “forte” restituisce un impatto solo marginale. Per “spingere” la soluzione antiparassitaria all’estremità della tubazione necessita una modesta pressione (per una palma di 15 metri da 20 a 25 bar) per cui è possibile agire con qualsiasi tipo di pompa disponibile. Per chi voglia in modo artigianale provvedere all’operazione basta quindi una semplice pompa a zaino o a stantuffo.
E’ possibile anche utilizzare sistemi a media pressione per raggiungere una chioma posta a 10 mt., ma è necessario dotarsi di una lancia a canna prolungata per evitare che il getto possa allargarsi prima della destinazione e disperdersi pericolosamente tutto intorno.
L’endoterapia invece, essendo unicamente mirata alla soluzione circolante della pianta, evita al massimo ogni possibilità di inquinamento; va significato però che essa è rivolta quasi esclusivamente alle larve esistenti e a preservare dall’attacco di eventuali successive ovo deposizioni da parte del rhynchophorus. La protezione alla pianta di un intervento endoterapico ha una durata di circa sei mesi, ma effettuata nel periodo primaverile è possibile allungare il periodo intercorrente con il successivo intervento, in quanto nella stagione invernale la mobilità del parassita risulta meno invadente.
I presidi chimici che hanno sortito i migliori risultati sono abamectina, azadiractina, deltametrine, chlorpiriphos e thiamethoxam dove i primi due sono utilizzati quasi esclusivamente per la tecnica endoterapica insieme al solfito potassico ed i rimanenti per l’irrorazione delle inserzioni fogliari.
I costi dell’Endoterapia
- un solo esemplare 100 €
- da 2 a 4 esemplari da 70 a 80 €/pianta
- oltre i 4 esemplari da 50 a 70 €/pianta
tempi di intervento/pianta da 20 a 40 min.; sono necessari circa 2 endoterapie in 15 mesi
Irrorazione alla chioma –
- un solo esemplare 40 € oltre trasferta
- da 2 a 4 esemplari 18 € oltre trasferta
- oltre i 4 esemplari da 12 a 15 €/pianta oltre trasferta
tempi di intervento/pianta da 5 a 15 min.; è necessario un intervento ogni 40 -50 gg.; l’incidenza di costo dei soli antiparassitari per pianta è di circa 3,5 euro.
Tubazione ascellare in polietilene diam. 16 completa di: 3 ml. di multistrato modellabile in alluminio, raccordi, staffette di sostegno, giunti e aspersore terminale
€/cad. 30 (escluso costo istallazione e sollevamento in quota con scala o piattaforma)
PER INFORMAZIONI E CONTATTI: Umberto Ponzo 338.7538421 ponzo@irrigazioneimpianti.com Garden Studio Napoli fax 0812143140 tel. 081474242 081.19361954
Technorati Tags: punteruolo rosso delle palme, iniezione endoterapica, rhynchophorus, Endoterapia
3 Comments »
diggita.it on 14 Ott 2009 at 10:01 #
Endoterapia; cura del punteruolo rosso delle palme…
E’ probabile che la profilassi sia stata generalmente frenata dai i costi che comporta la frequenza degli interventi (ogni 40 – 60 gg) sugli esemplari difficilmente raggiungibili per l’altezza della chioma, ma ciò comunque non spiega come possa …
Saverio on 18 Ott 2009 at 09:18 #
In effetti ho letto ora la pagina che mi ha suggerito lei e mi scuso in effetti avevo letto una retrodatata, la sua cura e’ simile alla mia ma io non uso endoterapie ma solo citotropici sia su chioma che su Tronco. Bagnando molto gli interstizi fogliari e corteccia,tutto ciò e meno invasivo dell’endo, che andrebbe usata solo nei casi disperati!! Inoltre per i privati e più complicata. Nei casi più seri e’ consigliabile eliminare tutta la corteccia apicale e portare a nudo le gallerie. Distinti saluti
Umberto Ponzo on 13 Nov 2009 at 08:54 #
Sono impegnato in questa “battaglia” da qualche anno oramai e ti posso assicurare che se è vero che la cura non si può dire efficace (a meno che non sia uno stato iniziale e marginale) è altrettanto vero che la profilassi funziona, ma si è obbilgati ad intervenire con una cadenza mensile per evitare di ospitare i dannosi insetti in attesa che la natura crei dei ripari di tipo biologico.
Ho trattato più di un centinaio di palme con irrorazione alla chioma con diversi formulati chimici e posso dire con certezza che quando si ha la possibilità di effettuare trattamenti alle inserzioni fogliari i risultati sono evidenti e confortanti. La difficoltà consiste nel costo per le piante di altissimo fusto dove per poterle irrorare è necessario l’utilizzo di macchine sollevatrici e quindi il relativo onere d’uso. I trattamenti vanno fatti con cadenza quasi mensile ed allora è utile istallare una tubazione sul dorso dello stipite per poterli effettuare con costi accettabili. Infatti, una volta posizionato il tubo e relativa doccetta, è sufficiente collegare una pompa a stantuffo(bottiglia o zaino) per trattare anche chiome poste ad un’altezza superiore ai 10 mt.
Mi va di ribadire che “effettuando trattamenti con una cadenza di poco superiore ai 40 gg. i risultati sono assicurati!”. Da qualche anno ho iniziato a trattare le piante anche con sistema endoterapico (abamectina e fosfito di potassio oltre azadiractina), ma ritengo evidenti i risultati solo a livello larvale per cui è necessario sempre abbinare un trattamento all’inserzione delle foglie. Non posso pronunciarmi sulla valenza e velocità di trasmigrazione dei principi chimici iniettati, in quanto non ho la possibilità di analizzare cronologicamente nel tempo le quantità di principio presenti a livello foliare. Gradirei essere contattato per eventuali proposte di sperimentazione da parte di uffici preposti.
Umberto Ponzo
ponzo@irrigazioneimpianti.com