Febbraio 15th 2009

La strage delle palme

  • Il rhynchophorus ferrugineus (punteruolo rosso delle palme) sta distruggendo la maggior parte delle palme in Italia.
  • Si suppone sia arrivato dall’Africa settentrionale e dall’Asia minore; dopo aver attaccato le zone costiere si sta spingendo oltre lo specifico areale. Attacca molti tipi di palme preferendo, però, il Phoenix Canariensis (palma delle canarie).

Il Curculonide attacca rodendo alla base dell’inserzione delle foglie composte, provocandone il collassamento e facendo

assumere alla pianta unimagea forma simile ad un enorme esemplare di cycas.Tale portamento deriva dalla sua predilezione dei tessuti teneri posti nel cuore della chioma.

In tal caso non c’è più speranza di salvare la pianta.

Quando invece  l’attacco si limita ad una parte intermedia della foglia, esistono ancora margini di intervento terapeutici.

Effettuando interventi chimici interniimage

(endoterapia) ed esterni (aspersione all’inserzione fogliare o “cuore”) è possibile ancora salvare la pianta.

La femmina adulta, una volta accoppiata, depone qualche centinaio di uova forando le inserzioni fogliari. Da queste sviluppano le larve che completano l’opera di devastazione nutrendosi di tutti i tessuti più teneri. La temperatura che si sviluppa con i fenomeni di catabolismo è di circa 20° centigradi e preserva gli insetti anche da freddi intensi ed invernali. Sulla stessa pianta è facile rilevare la presenza degli insetti in tutti gli stadi biologici.

Successivamente le larve schiudendosi da un bozzolo, diventano adulte ed attaccano altre piante, effettuando spostamenti anche di diversi chilometri.

ENDOTERAPIA

Si basa sull’ inoculazione di medicinali sistemici nel sistema vascolare della pianta con un metodo simile alla fleboclisi.

Si effettuano 4-5 fori profondi e si inietta ½ litro di soluzione costituita da:

abamectina, azadiractina, fosfito di sodio ed acqua, mediante apposita apparecchiatura ad una pressione di circa 2 bar.

L’intervento si ripete dopo 6 mesi

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TERAPIA ASPERSORIA

Consiste nell’irrorare il “cuore” della chioma con una decina di litri di soluzione a base di olio bianco, clorpirifos e deltametrina.

Per evitare di portarsi in quota ad ogni trattamento, è utile istallare una tubazione polietilenica sul dorso della pianta con alla sommità una doccetta aspersoria.

Mediante una pompa a stantuffo sarà possibile effettuare l’irrorazione stando alla base della pianta ogni qualvolta sia necessario.

L’intervento va ripetuto ogni 30-40 gg. nei periodi più caldi e con un intervallo maggiore nella stagione fredda

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La profilassi alle palme sta dando grandi risultati ed è al momento l’unico sistema efficace. Si spera che fra qualche anno lo sviluppo della patologia possa naturalmente regredire per rinnovati equilibri biologici, come sta avvenendo nelle zone di origine.

E’ dovere di tutti gli addetti del settore porre la maggiore attenzione possibile alla tutela di quello che può definirsi uno dei patrimoni emblematici e naturali del nostro paese.

Per maggiori informazioni e scambi di esperienze:

www.irrigazioneimpianti.com

http://giardinaggio.irrigazioneimpianti.com/

ponzo@irrigazioneimpianti.com

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Dicembre 17th 2008

Tecniche di iniezione endoterapica per alberi e palme

Metodo endoterapico ad assorbimento naturale:

Questa metodologia di applicazione sfrutta la normale capacità assimilatoria della pianta. L´apparecchiatura utilizzata si compone di:

  • un contenitore sigillato contenente la sostanza da immettere nell´albero
  • un condotto di uscita collegato al contenitore
  • tre condotti di distribuzione provvisti, in corrispondenza di ogni estremità libera, di un ago monouso per l’iniezione della sostanza nel tronco della pianta. Ciascun condotto di distribuzione è dotato di un gocciolatore e di un deflussore per il controllo e la regolazione della velocità di assorbimento durante il trattamento
  • mezzi per regolare e controllare il flusso della soluzione così da adattare il trattamento alle caratteristiche del prodotto e della specie da trattare, rispettando la capacità fisiologica di assorbimento della pianta.

Per procedere all’applicazione i fori sul tronco vengono praticati ad un´altezza di circa 1 metro da terra utilizzando un trapano elettrico con un’inclinazione di 45°. I fori, del diametro variabile di 2-4 mm ed una profondità di 3-5 cm, sono in numero diverso a seconda della circonferenza del tronco e delle caratteristiche morfologiche e di sviluppo del tronco stesso (presenza di costolature, torsioni, ecc); in genere se ne pratica uno ogni 35-40 cm.

Ovviamente, per consentire la caduta per gravità della soluzione antiparassitaria, i fori devono essere eseguiti ad un’altezza inferiore rispetto a dove viene posizionato il contenitore della soluzione (che di norma è posto a 1,80-2 metri da terra). La capacità di assorbimento del prodotto da parte della pianta e, quindi, la velocità dell’assorbimento stesso è influenzata da una serie di fattori esterni, quali: condizioni atmosferiche (luminosità, ventosità, umidità relativa, temperatura), dalla specie vegetale, dalla fase fenologica, dalle condizioni fitosanitarie dell’albero.

Soprattutto stress idrici e scarsa luminosità aumentano in modo rilevante i tempi di assorbimento, che possono essere anche di 12 - 24 ore, col rischio di cristallizzazione e/o flocculazione del prodotto e di riduzione della cicatrizzazione dei fori. Ciò può determinare una scarsa efficacia degli interventi.

Quando si utilizza questa tecnica su verde pubblico è fondamentale assicurare la sorveglianza del cantiere per l’intera durata del trattamento.

Metodo endoterapico a pressione:

Prevede l’introduzione forzata del prodotto all’interno del tronco. Le apparecchiature che si utilizzano, seppure con alcune differenze di carattere costruttivo, sono provviste di una pompa che preleva la soluzione da un serbatoio e fornisce il liquido sotto pressione ad un numero variabile di condotti di distribuzione, ciascuno dei quali collegabile ad un dosatore volumetrico di iniezione cavo. Anche in questo caso i fori sul tronco vengono praticati con un normale trapano elettrico; il numero di fori e la loro altezza da terra sono in funzione del diametro del tronco, della presenza di ferite, nodi, costolature, ecc.

I fori hanno un diametro di 4-6 mm e raggiungono una profondità che può arrivare fino a 5-6 cm. Durante l’iniezione un manometro permette di misurare e regolare la pressione di esercizio, che di norma va dalle 2-3 atm fino alle 7-8 atm (in particolari situazioni). Con questa metodologia di applicazione la velocità di assorbimento del prodotto non è influenzata dalle condizioni ambientali, bensì dipende essenzialmente dalle caratteristiche fisiologiche dell’albero.

Metodo endoterapico a micropressione “Arboprof”

E’ un sistema a bassa pressione (1.5 – 2.5 bar) con il quale la soluzione insetticida viene introdotta nel legno tramite aghi di diametro pari a 8 mm. Dopo aver eseguito un foro lungo da 30 a 50 cm. I tempi di assorbimento, in condizioni normali, consentono di trattare 2-3/alberi/ora/attrezzatura.

Al momento è fra i metodi più usati per il trattamento alle palme contro il punteruolo rosso (rhynchophorus ferrugineus) dove si iniettano circa 600 ml. di soluzione costituita da 50 ml. Abamectina, 50 ml. Azadiractina, 60ml. Posfito di potassio oltre, evidentemente l’acqua. Il trattamento è efficace per circa 150-180 gg. specialmente nei confronti delle larve.

Per informazioni:

Garden Studio Napoli Umberto Ponzo 338.7538421

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Ottobre 9th 2008

Endoterapia

endoterapia - foro per immissione iniezioneE’ un metodo sia profilattico che terapeutico per effettuare trattamenti di fertilizzazione alle piante, dove per fertilizzazione deve intendersi anche e soprattutto la difesa chimica.

endoterapia - Strumenti Mediante l’iniezione di presidi chimici attraverso fori praticati sul tronco delle piante è possibile arrivare a tutta la chioma per via vascolare, sfruttando cioè, il normale traffico circolatorio della linfa. L’endoterapia, detta anche inyecton tree consente quindi di arrivare alle parti altissime della pianta ed effettuare trattamenti che invece richiederebbero mezzi di sollevamento costosi ed a volte inaccessibili.

L’efficacia è elevatissima in quanto il prodotto inoculato è spesso costoso e pericoloso e con questo metodo è possibile non sprecarnee neanche una goccia evitando di attentare alla salute ed alla sicurezza di chi possa involontariamente inalare una eventuale ed indesiderata deriva aerea.

Il funzionamento è semplice: si praticano da 2 a 8 fori nel fusto della pianta, si innestano appositi aghi e mediante pompaggio a 2-3 atmosfere si inoculano le sostanze liquide nella quantità e concentrazione voluta. Si effettua, quindi, una “flebo” all’albero, dove però non è necessario entrare con l’ago nell’arteria. Iniezione - endoterapia fusto alberoIl prodotto passa infatti automaticamente per induzione nel vaso cribroso, per essere trasportato dappertutto con i fisiologici sistemi circolatori.

Chiaramente è indispensabile che l’operatore sappia esattamente in quale zona effettuare l’iniezione per massimizzarne l’assorbimento e trasporto. Successivamente all’iniezione è necessario chiudere il foro creato con appositi tappi disinfettanti e degradabili.

Esistono varie teorie circa la pressione di iniezione che può andare da 0,1 a 4 bar, ma è stato riscontrato che un valore di 25 mt. è più che sufficiente ad imbibire la zona di intervento, i presidi utilizzati inoltre sono per la maggior parte sistemici e citotropici, per cui continueranno con una certa faciltà il loro viaggio fino ad arrivare al bersaglio voluto.

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Ottobre 9th 2008

Lotta al Punteruolo Rosso

Finalmente arrivano notizie confortanti sulla lotta al punteruolo rosso. Larve ed adulti del terribile fitofago sono risultati sensibili a diversi presidi chimici ed il Ministero della Salute sta dando il via all’autorizzazione all’uso dei seguenti formulati:

PRODOTTO

DITTA

SOSTANZA ATTIVA

Punteruolo rosso - Palma in curaCombattere il punteruolo rosso

Gli interventi di profilassi generale a cui devono attenersi tutti i proprietari di piante di palme sono così individuabili:

  • accurate ispezioni periodiche su tutte le piante sensibili all’attacco del coleottero in questione;
  • accurata potatura delle vecchie foglie e delle infiorescenze secche, eliminazione delle guaine fogliari, residui organici, ecc. da effettuarsi nel periodo invernale quando il volo degli adulti è limitato;
  • distruzione (bruciatura, compostaggio, discarica, ecc.) dei residui della potatura;
  • evitare i tagli delle foglie verdi o, se indispensabili, effettuarli nel periodo invernale con copertura e disinfezione delle ferite con mastici, paste insetticide, trattamenti cuprici;
  • trattamenti preventivi alle palme con l’utilizzo di prodotti fitosanitari a tanto registrati, privilegiando le tipologie applicative a basso impatto ambientale, assicurando comunque la copertura dalla primavera all’autunno. In linea generale per siti di particolare pregio possono essere previste, in modo alternato, due applicazioni con endoterapia e due o più applicazioni per aspersione.

La Garden Studio Napoli ritiene di aver maturato una significativa esperienza nel campo della lotta al Curare le palme dal punteruolo rossoRhynchophorus ferrugineus e per i confortanti risultati ottenuti consiglia di intervenire là dove possibile con due sistemi di lotta chimica abbinati: uno aereo e l’altro endoterapico. Le formulazioni che hanno meglio risposto sono le seguenti:

Endoterapia (tree injecton): 2 trattamenti a distanza di sei mesi

  • ABAMECTINA : ml. 40-45
  • AZADIRACTINA A + B ml. 35-40
  • FOSFITO DI POTASSIO ml. 50-60
  • Acqua ml. 700

Esoterapia alla chioma ed eventualmente al fusto: due trattamenti a distanza di 30 gg. Due volte l’anno

  • DELTAMETRINA o CIPERMETRINA ml. 25-35
  • AZADIRACTINA A + B ml. 20-30
  • OLIO BIANCO ml. 30
  • Acqua 20 lt.

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Agosto 26th 2008

Nike Human Race a Roma

Uman race

raffrescamento-roma-human-raceIl giorno 31 agosto si è svolto a Roma ed in tutto il mondo una maratona di 10 km.

Hanno partecipato oltre un milione di atleti professionisti e non distribuiti in 25 città del mondo. Lo scopo della grande manifestazione organizzata dalla Nike è quello di raccogliere fondi per cause umanitarie tra cui la campagna ninemillion.org, patrocinata dall’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, che mira ad offrire un futuro a giovani rifugiati e profughi promuovendo istruzione e sport.

La manifestazione  aperta a tutti ha visto solo a Roma la partecipazione di circa 11.000 persone.

Tutte le corse partono lo stesso giorno, a formare un’ipotetica catena: il primo sparo  a Taipei, l’ultimo invece a Los Angeles.

Si è corso a Melburne, Città del Messico come a San Paolo del Brasile, Shanghai, Tokio e Varsavia. A Roma, nello splendido scenario del Circo Massimo, si sono inoltre esibiti a fine gara artisti come Neffa, Subsonica Di qualsiasi parte del mondo voi siate, potete iscrivervi per entrare a far parte della squadra di ninemillion.

I bambini rifugiati sanno molto bene cosa vuol dire correre per la vita. In occasione della manifestazione è previsto in Circo Massimo, alle ore 21:15, un concerto gratuito di Neffa e Subsonica. Per partecipare occorre un Nike + sportband o un Nike +i Pod Sport Kit.

A ogni partecipante iscritto alla gara è stata assegnata la maglietta Nike Human Race con un numero unico e un chip da fissare al laccio delle scarpe da corsa.

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Tutti i dati della gara sono stati memorizzati all’interno del piccolo chip che è stato poi riconsegnato al termine della corsa agli organizzatori oppure spedito tramite posta. Grazie ai dati raccolti tramite i chip di tutti i partecipanti è stata stilata la classifica mondiale dei corridori con premi singoli e  per le squadre.

Alla fine del percorso tutti i partecipanti si sono “rinfrescati” sotto una nebbia refrigerante con una istallazione curata da Garden Studio Napoli - Tale sistema è sempre più adottato per la climatizzazione estiva degli spazi aperti e si basa sul fenomeno fisico che sottrae temperatura mediante l’evaporazione dell’acqua. Nei prossimi anni vedremo sempre più facilmente ristoranti, alberghi e piscine circondati da una nebbia artificiale che non bagna.

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Luglio 26th 2008

Nebbia a Napoli!

NEBBIA A NAPOLI?

Nel paese di Pulcinella, degli spaghetti e del sole…qualcosa sta cambiando: c’è nebbia!

Nuvole impalpabili sono state avvistate nei punti nevralgici della città, qualche automobilista ha acceso i fari supplementari dell’auto ed ha ridotto bruscamente la velocità media. Nell’aria umida risuona “l’inno di Patrizia nella Baia Domizia”. I vigili non si vedono (come sempre, del resto)!

Il fenomeno è più frequente presso bar, ristoranti e pizzerie con i tavoli all’aperto: forse pizze, sfogliate e “tazzulelle e’ cafe’” sbuffando il loro vapore invadono la città, si è incazzata la solfatara oppure è solo foschia,  aria umida di Lombardia.

Strano, siamo quasi in estate e la gente incomincia a sbracciarsi, le signorine ad offrirci la vista non più celata delle loro rotondità…addominali, eppure l’aria intorpidisce. Non c’è più il clima di una volta!  sarà il buco dell’orzoro oppure colpa del governo ? Chissà!

Sarà il nuovo che avanza, la spazzatura che è “abbastanza” o Bassolindo che comincia a smaltir la sua arroganza?

I giovani che vanno a piedi usano i display dei telefonini come luci di posizione e le suonerie come clacson, ciononostante si assiste ad incidenti più o meno casuali, pidofili che fanno lo shampo e madama Chicherchia la zitella che approfittando della scarsa visibilità si butta addosso ai maschi alla ricerca di un buon partito, ma quello, giustamente non c’è. È già partito!

La nebbia è agli irti colli sopra le tette molli!

Ma c’è aria più fresca in giro, un vento nuovo, una leggera brezzolina, uno sputo non “Onorevole”, ma generalizzato ed inconsistente, un oltrepò meridionalizzato: forse è il segno che vinciamo il campionato!

Garden Studio Fog system - Impianti di raffrescamento per aree esterne.

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Luglio 6th 2008

D’estate, al fresco sotto gli ombrelloni dei bar

Si moltiplicano gli spazi all’aperto gestiti da bar, ristoranti ed alberghi. In estate la clientela preferisce sedersi nei cosiddetti dehors all’ombra di pergole, gazebi ed ombrelloni, ma il limite è rappresentato dalle temperature che difficilmente sono inferiori ai 30° C. La sensazione di caldo diventa sopportabile ed a volte anche gradevole fino a 24- 25° centigradi purchè allietata da una  minima corrente d’aria.

Come fare per condizionare gli spazi all’aperto? Certamente non è conveniente agire con condizionatori tradizionali che peraltro avrebbero un costo di gestione enorme ed un evidente impatto ecologico, sarebbe in effetti necessario chiudersi ermeticamente negli spazi esterni venendo meno alla loro funzione essenziale. In Campania dove è ancora irrisolta l’emergenza rifiuti, bar e ristoranti con spazi ricettivi esterni, lamentano un ulteriore calo-vendite dovuto alla vicinanza dei cumuli di spazzatura e dei relativi odori ed insetti molesti.

Caldo, esalazioni ed insetti non invitano certo la clientela ad occupare i tavolini e quindi a consumare prodotti.

Una soluzione è possibile: il raffrescamento con la nebbia artificiale. Questo tipo d’impianto già in uso negli Stati Uniti da diversi anni, si basa sulla creazione di nuvolette leggerissime d’acqua mediante nebulizzazione ad altissima pressione (70 bar circa); queste sono costrette ad evaporare quasi istantaneamente senza avere la possibilità di bagnare persone e cose.

E’ il cosiddetto misting, ovvero un misto di acqua ed aria che per l’alta adesione superficiale delle sue piccolissime goccioline è capace di inglobare anche particelle volatili come odori indesiderati, abbattendone gli effetti sgradevoli. L’acqua evaporando, sottrae energia dall’ambiente circostante e quindi raffresca.Tale sensazione non si limita solo all’area oggetto d’intervento, ma anche a quelle confinanti, in quanto le differenze termiche create creano a loro volta degli spostamenti d’aria e minime, ma percettibili ventilazioni. Anche gli insetti non hanno convenienza a sottoporsi all’azione della nebbia in quanto le ali si appesantiscono creando problemi al loro volo.

clip_image004Esistono diverse soluzioni per i dehors: la prima con impianto fisso, costituito da una tubazione di poliammide o di acciaio che ogni 70-100 cm. porta un nebulizzatore; esso chiaramente richiede una struttura di appoggio ed è utilizzato generalmente sul perimetro delle strutture di copertura ad un’altezza superiore ai 250 cm. e necessita quasi sempre una insolazione diretta per evitare che l’acqua non evaporata possa produrre umidità indesiderata.

Tali impianti non avrebbero chiaramente utilizzazione serale, ma spesso la clientela ne richiede comunque il funzionamento in quanto il sollievo generato è comunque percettibile. Siccome si sa che la ventilazione aumenta esponenzialmente i processi evaporativi, l’altra tipologia di raffrescatori adiabatici si basa sull’utilizzazione di aeratori centrifughi. I nebulizzatori sono posti in numero di 6 o più sulla griglia degli apparecchi che, brandeggiando, distribuiscono una colonna orizzontale di gradevole brezza. Tutte le soluzioni hanno però un punto in comune: il bassissimo consumo di acqua. Un impianto misting richiede per 12 nebulizzatori una portata d’acqua variabile da 0.5 a 2 lt. al minuto, una cosa irrisoria se pensiamo che il rubinetto di casa nostra eroga circa 14 lt. al minuto.

clip_image002Questi ventilatori hanno bisogno di alimentazione elettrica ed evidentemente anche dall’acqua pressurizzata, per cui c’è la necessità di un collegamento con la pompa ad alta pressione mediante un tubo di pochi mm. di diametro. E’ possibile posizionare la pompa anche a molti metri di distanza dal punto di utilizzo della nebulizzazione, ma esistono anche ventilatori (brumizzatori) portanti alla base un silenziosissimo motore. Laddove invece è difficile arrivare con un tubo dell’acqua alla base dell’apparecchio per limiti estetici o funzionali, si utilizzano ventilatori dotati di pompa e serbatoio d’acqua, ma questa soluzione deve ritenersi come “ultima spiaggia” per l’elevato costo degli stessi e dei limiti sanitari relativi all’utilizzazione di acqua da serbatoio.

I costi

Si potrebbe pensare che con l’uso di un tubo di polietilene e qualche nebulizzatore da serra sia possibile ottenere lo stesso effetto di un impianto per il misting, ma sarebbe come dire che “è possibile volare sugli aerei di carta”; il costo di tali impianti è prevalentemente rappresentato per il 75% dal gruppo di pressurizzazione e dagli automatismi di controllo, per cui non riteniamo che alcuna realizzazione possa costare meno di 2000 euro a meno che sia ridotta all’essenziale, senza quadro comandi e con montaggio approssimativo.

Esistono in commercio kit dal prezzo certamente inferiore, ma le pompe sono  rumorose ed i dispositivi che evitano il gocciolamento finale dei nebulizzatori  solo teoricamente funzionali. Una realizzazione rivolta ad operatori specialisti della ristorazione o del tempo clip_image006libero non può prescindere da caratteristiche di affidabilità assoluta e dalla mancanza di problemi operativi ed ha quindi costi certamente superiori.

Inoltre l’incidenza del montaggio di un impianto che non deve “impattare” esteticamente può anche essere pari ai già costosi materiali d’impianto, per cui è  sempre conveniente rivolgersi a chi abbia già maturato una significativa esperienza nel campo specifico per evitare di dover sostenere spese diverse dal preventivato solo dopo aver iniziato l’istallazione.

Ponzo Umberto c/o Garden Studio Napoli 338.7538421

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Giugno 29th 2008

Video esempio Raffrescamento evaporativo misting

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Marzo 27th 2008

Misting: sistemi di raffrescamento evaporativo

E’ un’alternativa al condizionamento tradizionale per gli spazi all’aperto.

Là dove è impossibile per ragioni di costo e di esercizio utilizzare condizionatori a gas frigorigeno si può intervenire con il raffrescamento adiabatico che provoca un abbassamento della temperatura dai 7 ai 15°C.

L’impianto water cooling si utilizza anche per:

  • agricoltura (serre, stalle, allevamenti, paddoks);
  • nel residenziale: arenili, terrazzi, piscine, pergole, discoteche, bar, ristoranti, giardini;
  • nel comparto alimentare: pescherie, frutterie, conservazione delle derrate, enologia;
  • nell’industria: prerefrigerazione, molitura di inerti, cementifici, tessile, alimentare, cartotecnica, abbattimento polveri, abbattimento volatili ed odori, rifiuti;
  • nello spettacolo: per effetti scenici, per rendere più gradevole la permanenza del pubblico negli spazi aperti
  • nello sport: per creare refrigerio al pubblico ed agli sportivi; (nei campi da tennis in terra battuta evita l’impolverimento del fondo)
  • nella nautica: dove è possibile rinfrescare solarium e diving altrimenti non utilizzabili.

Raffrescamento con nebulizzazioneraffrescamento per spazi all'apertoraffrescamento adibatico

In agricoltura e nella fattispecie negli allevamenti zootecnici l’elevata temperatura rende gli animali svogliati nell’alimentazione abbassando le rese di accrescimento peso pro/die. Un impianto a nebbia abbatte contemporaneamente odori, temperatura e la molestia relativa agli insetti volanti.

E’ utilizzato anche per operazioni di deodorazione e di diffusione di profumi ed aromi nell’ambiente come nel caso di discoteche e di spettacoli.

Il costo di un impianto di nebulizzazione si limita all’energia necessaria al funzionamento della pompa ad alta pressione (0,5 – 1.2 kw) ed a qualche litro di acqua ad ora e risulta quindi meno costoso di qualsiasi altro impianto per circa un 70%.

nebulizzazione in agricolturanebulizzazione e abbattimento odoricondizionatore nebulizzante per spazi aperti

E’ utilizzato per il controllo dell’umidità in svariati settori industriali, dal tessile alla falegnameria, all’industria dei marmi. I controlli possono essere configurati e customizzati per adattarsi alle diverse esigenze del ciclo industriale consentendo un interfacciamento intuitivo e semplice.

Il montaggio di un impianto di raffrescamento può essere effettuato facilmente da chi abbia una minima dimestichezza con impianti idrici e/o elettrici grazie a raccorderie speciali ad innesto. Nel caso di realizzazioni particolari, il nostro ufficio di progettazione è in grado di dare tutte le indicazioni sufficienti ad un corretto uso e fruizione come nel caso di impianti con tubazione in rame od acciaio inox oppure per il raffrescamento di arenili, piscine e piazze con impianti compatti tipo “Totem” con ventilatori integrati.

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Marzo 25th 2008

La fabbrica della nebbia; raffrescamento.

Per evaporare, l’acqua utilizza energia termica: consuma calore. Questo assorbimento di calore ha come effetto una diminuzione della temperatura nello spazio nel quale si effettua questo scambio termico.

La stazione diffonde nella zona da rinfrescare delle microgocce d’acqua sottoforma di nebbiolina finissima, che ha il vantaggio di evaporare istantaneamente. La temperatura dell’aria si abbassa di diversi gradi, permettendo così di usufruire degli spazi esterni anche nei momenti di maggiore calore.

E’ possibile anche intervenire negli spazi coperti, ma bisogna tenere in considerazione il fatto che l’irraggiamento e quindi l’evaporazione hanno risultati diversi dalle zone a tetto libero e quindi l’effetto dà dei risultati diversi; in questo caso è consigliabile intervenire con appositi ventilatori che compensano la mancanza di insolazione diretta.

clip_image002E’ possibile pilotare il sistema in modo che l’effetto adiabatico si interrompa automaticamente quanto l’umidità supera la soglia di attenzione. Con un apposito umidostato si ferma quindi l’erogazione della nebbia qualora non si possa ottenere il voluto effetto rinfrescante ed in modo da evitare di “bagnare” un ambiente saturo per mancanza di evaporazione.

L’impianto si basa sull’utilizzazione di tubazioni e raccordi speciali di semplice collegamento, ma in grado di sopportare pressioni di esercizio superiori alle 70 atmosfere; il suo funzionamento è interdetto automaticamente quando vi sia una perdita indesiderata od uno sfogo totale della pressurizzazione, di contro, la pompa non riesce a raggiungere le pressioni di esercizio elevate fino a quando non si sia realizzata la perfetta tenuta idraulica del sistema.

I nostri erogatori hanno un dispositivo antigoccia che evita il drenaggio dell’acqua contenuta nelle tubazioni a fine intervento, un’apposita molla chiude istantaneamente l’orifizio quando la pressione della condotta scende al disotto delle 3 atmosfere, i raccordi sono hanno una tenuta perfetta e la filtrazione a più livelli riduce al minimo ogni problema di intasamento degli erogatori.

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