Febbraio 15th 2009
La strage delle palme
- Il rhynchophorus ferrugineus (punteruolo rosso delle palme) sta distruggendo la maggior parte delle palme in Italia.
- Si suppone sia arrivato dall’Africa settentrionale e dall’Asia minore; dopo aver attaccato le zone costiere si sta spingendo oltre lo specifico areale. Attacca molti tipi di palme preferendo, però, il Phoenix Canariensis (palma delle canarie).
Il Curculonide attacca rodendo alla base dell’inserzione delle foglie composte, provocandone il collassamento e facendo
assumere alla pianta un
a forma simile ad un enorme esemplare di cycas.Tale portamento deriva dalla sua predilezione dei tessuti teneri posti nel cuore della chioma.
In tal caso non c’è più speranza di salvare la pianta.
Quando invece l’attacco si limita ad una parte intermedia della foglia, esistono ancora margini di intervento terapeutici.
Effettuando interventi chimici interni![]()
(endoterapia) ed esterni (aspersione all’inserzione fogliare o “cuore”) è possibile ancora salvare la pianta.
La femmina adulta, una volta accoppiata, depone qualche centinaio di uova forando le inserzioni fogliari. Da queste sviluppano le larve che completano l’opera di devastazione nutrendosi di tutti i tessuti più teneri. La temperatura che si sviluppa con i fenomeni di catabolismo è di circa 20° centigradi e preserva gli insetti anche da freddi intensi ed invernali. Sulla stessa pianta è facile rilevare la presenza degli insetti in tutti gli stadi biologici.
Successivamente le larve schiudendosi da un bozzolo, diventano adulte ed attaccano altre piante, effettuando spostamenti anche di diversi chilometri.
ENDOTERAPIA
Si basa sull’ inoculazione di medicinali sistemici nel sistema vascolare della pianta con un metodo simile alla fleboclisi.
Si effettuano 4-5 fori profondi e si inietta ½ litro di soluzione costituita da:
abamectina, azadiractina, fosfito di sodio ed acqua, mediante apposita apparecchiatura ad una pressione di circa 2 bar.
L’intervento si ripete dopo 6 mesi
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TERAPIA ASPERSORIA
Consiste nell’irrorare il “cuore” della chioma con una decina di litri di soluzione a base di olio bianco, clorpirifos e deltametrina.
Per evitare di portarsi in quota ad ogni trattamento, è utile istallare una tubazione polietilenica sul dorso della pianta con alla sommità una doccetta aspersoria.
Mediante una pompa a stantuffo sarà possibile effettuare l’irrorazione stando alla base della pianta ogni qualvolta sia necessario.
L’intervento va ripetuto ogni 30-40 gg. nei periodi più caldi e con un intervallo maggiore nella stagione fredda
La profilassi alle palme sta dando grandi risultati ed è al momento l’unico sistema efficace. Si spera che fra qualche anno lo sviluppo della patologia possa naturalmente regredire per rinnovati equilibri biologici, come sta avvenendo nelle zone di origine.
E’ dovere di tutti gli addetti del settore porre la maggiore attenzione possibile alla tutela di quello che può definirsi uno dei patrimoni emblematici e naturali del nostro paese.
Per maggiori informazioni e scambi di esperienze:
http://giardinaggio.irrigazioneimpianti.com/
3387538421


Rhynchophorus ferrugineus e per i confortanti risultati ottenuti consiglia di intervenire là dove possibile con due sistemi di lotta chimica abbinati: uno aereo e l’altro endoterapico. Le formulazioni che hanno meglio risposto sono le seguenti:
Questi ventilatori hanno bisogno di alimentazione elettrica ed evidentemente anche dall’acqua pressurizzata, per cui c’è la necessità di un collegamento con la pompa ad alta pressione mediante un tubo di pochi mm. di diametro. E’ possibile posizionare la pompa anche a molti metri di distanza dal punto di utilizzo della nebulizzazione, ma esistono anche ventilatori (brumizzatori) portanti alla base un silenziosissimo motore. Laddove invece è difficile arrivare con un tubo dell’acqua alla base dell’apparecchio per limiti estetici o funzionali, si utilizzano ventilatori dotati di pompa e serbatoio d’acqua, ma questa soluzione deve ritenersi come “ultima spiaggia” per l’elevato costo degli stessi e dei limiti sanitari relativi all’utilizzazione di acqua da serbatoio.





E’ possibile pilotare il sistema in modo che l’effetto adiabatico si interrompa automaticamente quanto l’umidità supera la soglia di attenzione. Con un apposito umidostato si ferma quindi l’erogazione della nebbia qualora non si possa ottenere il voluto effetto rinfrescante ed in modo da evitare di “bagnare” un ambiente saturo per mancanza di evaporazione.